Una breve riflessione su Europa, debito e politica

“ Datemi il controllo del denaro di una nazione e non m’importa chi fa le sue leggi.”

                                                                            Mayer Amschel Rothschild

 Questa frase di Rothschild è abbastanza descrittiva di ciò che già è accaduto.

Alle spalle abbiamo anni di crisi, una crisi sistemica, strutturale, dovuta, principalmente e marxisticamente parlando, alla caduta del saggio del profitto.

Abbiamo assistito ad un lavoro ben oculato messo in atto dall’Europa delle banche e dei padroni, fino ad arrivare, apparentemente, ad una situazione di non ritorno, dove, tutto ciò che era, non è più.

Col pareggio in bilancio e con (dal 1 Gennaio del 2013) il fiscal compact, attraverso il quale viene sancito che il rapporto debito/Pil deve rimanere entro un parametro del 60%, saremo costretti a pagare decine di miliardi di Euro l’anno. Ciò significa che verranno, inevitabilmente, varate nuove manovre con conseguenze per i lavoratori italiani, per l’intero popolo, incommensurabili e senza timore di apparire catastrofisti, l’Italia rimarrà imbrigliata in una spirale recessiva senza uscita.

Ma ci sono sempre gli aiuti del MES! Certo. Ma cosa si dovrà dare in cambio?

Tutto, proprio tutta la residua sovranità nazionale

Camminando per Milano e la sua provincia, se si ha la capacità di soffermarsi ad osservare, ci si accorge, a differenza di qualche anno fa, di quante persone di un’età che varia dai 25 ai 55 anni, girino per le strade. Persone che, normalmente, sarebbero state nel proprio posto di lavoro, un lavoro che ora non c’è e che non si vede, neanche, all’orizzonte e questo,infligge sulla pelle nuda schioccanti scudisciateche non possono non farti urlare tutta la rabbia e il risentimento, più che il dolore.

Sarà meglio, sarà utile soffermarsi, brevemente, su alcuni particolari dell’Agenda Monti che, indipendentemente da chi andrà al governo, risulterà “ il verbo” della prossima legislatura.

Innanzitutto, Monti è parte integrante e fa riferimento, ostentando spesso estremo zelo, al blocco sociale di quella borghesia padronale di livello transazionale, quindi potentissima e voracissima.Inutile qui e ora, ricordare le sue molteplici appartenenze, dalle banche come la Golden Sachs, ai Club come il Bilderberg ,  la Trilaterale etc. etc., ormai lo sanno tutti e, anche se non dovrebbe, non fanno più impressione a nessuno, meglio, esplicitare, invece, ciò che ha in mente di portare a termine. Per prima cosa, ha, col suo “forzoso” insediamento a Montecitorio, esercitato un’azioneatta ad accreditarsi, nei confronti del suo blocco di riferimento, come la faccia affidabile e seria dell’Italia, anche, mettendo in opera, indisturbato e con gran facilità, ciò che il governo Berlusconi aveva già pianificato.

Tale azione di accreditamento continua anche ora e con maggior accanimento.Infatti, attacca, ripetutamente e senza scrupolo, sia PdL e Berlusconi, sia la Lega, sortendo in questo modo l’idea consolidata di un PD affidabile, un PD utile ad arginare e assopire ogni possibile reazione nel Paese e a riprova di ciò, ne sia una dichiarazione di Epifani, il quale evidenzia le doti di pompiere della CGIL, nei confronti degli strati sociali più colpiti dalla crisi. Proprio oggi, Monti, si spinge a consegnare una piccola patente di affidabilità, financo a SEL che del PD è buon alleato.

All’interno dell’agenda Monti, l’aspetto “Guerra”, sempre caro agli imperialisti USA e UE, è declinato in molteplici sfaccettature a cominciare dalla centralità della NATO, non disdegnata, neanche, da De Magistris e Ingroia. Le spese militari non sono messe in discussione compresa la messa in opera del MUOS.

L’Agenda, ben conoscendo l’avversione di Monti a tutto ciò che è pubblico, è un tripudio generale alle privatizzazioni, su tutti i fronti, compresi gli incentivi ai Fondi Pensione. Ma Monti, al contrario di ciò che si possa pensare, risulta un ottimo comunicatore e cerca consenso. Dove? Tra i giovani su quali fa enorme presa la questione delle semplificazioni burocratiche, amministrative, la centralità del merito e via via dicendo.

I tre massimi comunicatori politici di questa campagna elettorale: Berlusconi, Monti e Grillo, hanno in mente progetti ben più importanti dei programmi che essi stessi enunciano frettolosamente e che, da uno di loro: Berlusconi, già è stato applicato, tant’è che da anni , ormai, si usa il termine berlusconismo, quasi ad indicare un cambiamento antropologico della nostra società. Bene, anche Monti sta ponendo in essere, con una tecnica ancor più raffinata, un progetto di trasformazione epocale della società, che, inevitabilmente e come già si nota, sta intaccando tutti i gangli vitali del Paese.

Mai come ora, le elezioni, risultano inutili, mai come ora è necessario un sollevamento di popolo, di un popolo che riesca ad acquisire la giusta coscienza politica e la consapevolezza che quel che gli resta è ribellarsi e lottare. Per fare questo, lo capisce anche un bimbo, ormai, serve la costruzione del Partito Comunista!

Quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi in piedi e………………………..

 

Giovanna Bastone

Segretario di CSP- Partito Comunista

Provincia di Milano

Be the first to comment

Leave a Reply