Una banda di assassini omaggiata al cimitero Monumentale

monumentale_23marzoLo stile è quello del ventennio. Eretto infatti nel 1925 il cimitero Monumentale di Milano “ospita” al suo interno tombe dei deceduti più illustri per la società italiana (attori, scrittori, poeti ….. ma anche assassini!). Al di la del fatto che la Chiesa abbia permesso e riconosca cimiteri di serie “A” (il Monumentale) e di serie “B” (tutti gli altri) in sfregio al fatto che la vita per tutti è la stessa e che siamo tutti uguali di fronte ad un ipotetico dio, ecco gli ennesimi saluti romani e le nere canzoni intonate da un nutrito gruppo di nostalgici del fascio, vecchi e nuovi.

E’ infatti del 23 Marzo scorso l’anniversario di fondazione dei fasci di combattimento, ed è questa un’occasione per ricordare “i martiri del ventennio” e pregare anche sulla tomba del futurista Filippo Tommaso Marinetti: tutti uniti e guidati da Armando Santoro (Presidente UNC-RSI), troviamo i reduci de l’Unione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana (UNCRSI), insieme alla Associazione Nazionale Arditi d’Italia (ANAI), all’associazione Memento e i giovani di Lealtà Azione.

Tra tutti i “martiri del ventennio” spicca la figura di Ugo Pepe, autore di diverse spedizioni punitive tra Lombardia e Veneto ed il malcelato tentativo di far saltare la sede centrale del partito repubblicano a Treviso nel 1921 con una bomba. Poi un’altra decina di altre camicie nere (non meno importanti del primo ma dei quali non vogliamo ricordare neanche i nomi!) tutti deceduti a seguito delle solite “spedizioni punitive” ai danni dei compagni comunisti, socialisti o repubblicani (chi di spada ferisce…….).

 

Ma non è finita, si avvicina per noi il 25 Aprile. E la destra nazionalista italiana si sta preparando. E per il 75° della Vittoria nella guerra di Spagna (1936-1939) si sta organizzando con la deposizione della solita  corona d’alloro al Milite Ignoto in Roma il 5 Aprile e il 6 Aprile nel mantovano presso “Ponti sul Mincio” con una “grande e cameratesca abbuffata” al ristorante, poi a seguire “canti patriottici e d’arme, in cameratesca e goliardica fraternità alla mensa della Piccola Caprera”.

 

Vogliamo in questa sede lavare via ogni impurità. Vogliamo tenere ben alta la bandiera della Verità e permettere alle nuove generazioni di non credere a chi ha svenduto il nostro paese ed ha permesso i tantissimi omicidi, prevaricazioni e pestaggi ai danni di chi non la pensava come loro.

Oggi ritornano in auge grazie alla crisi economica (come fu quella del 1929), sfruttando la paura dello straniero e del “diverso”, con il solito sogno pomposo della “grande Italia”.

Proprio loro che hanno regalato al mondo la peggiore italietta di sempre!

L.P.

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