Un contributo sul 25 marzo

Apr 05, 2017 No Comments by

di T. Tussi

Sabato 25 marzo 2017 è stata la giornata dell’Europa, sessant’anni dalla firma del trattato di Roma che inizia quella vita con solo, allora, sei Paesi che si incontrarono? È stata la giornata delle manifestazioni critiche contro questa Europa che non marcia più, antagonismi seri? È stata la giornata della nuova Europa, dopo quei sessant’anni? No, semplicemente è stata la giornata del Papa che ha visitato, traforato, trapassato, Milano in tanti luoghi: carcere, case popolari, messa sul campo, incontro allo stadio. Il Papa è arrivato attorno alle otto di mattina e se ne è andato dopo quattordici ore di spostamenti. Il Papa ha superato da poco gli ottant’anni.

Tanti sforzi per opporsi all’Europa, alla Nato, al capitalismo e poi un milione di persone, a Monza, ad ascoltare la messa del Papa. Tanti sforzi per mettere assieme sigle e siglette e poi ottantamila a San Siro ad applaudire il Papa.

Ma interessante è leggere alcuni commenti sui quotidiani il girono dopo.

Il Sole 24 ore, prima pagina, con continuazione all’interno, titolo: Salviamo l’Europa dagli “europeisti” (Luigi Zingales). Dopo avere analizzato l’ottimismo di facciata dei 27 accorsi a Roma si dice espressamente: Quello che dovrebbe stupore, quindi, non è la crescita dei movimenti antieuropeisti, quanto la sordità dell’establishment allo scontento nei confronti dell’Europa.  “I veri nemici dell’Europa non sono i movimenti populisti, ma i cosiddetti europeisti che occupano le stanze del potere europeo….la moneta unica è stata concepita senza le istituzioni necessarie per farla funzionare. Quasi vent’anni dopo queste istituzioni non sono state create. …la BCE è diventata un’istituzione politica senza mandato…” Critiche fondate e profonde. La proposta per rimediare è poi quella dell’elezione di un’assemblea costituente eletta a suffragio universale. Una proposta generica che può piacere ma insomma resta generica. La pars destruens invece è precisa.

In piazza, a Roma, c’era la critica all’Europa. Poche persone. I numeri sono di circa tremila, grande ordine pubblico. Perquisizioni preventive e fogli di via, ma insomma per una manifestazione nazionale e le numerosissime sigle che hanno aderito come risultato è un po’ pochino. Ma più bello è quanto segue: “..quando dal camioncino dei centri sociali ha preso la parola un ragazzo di Padova: “Il 25 marzo 2017 è una giornata che deve segnare l’opposizione più ferma possibile.” Sembrava un chiaro incitamento allo scontro, ma è stata in quel momento esatto che la polizia si è fatta avanti con scudi e i caschi, bloccando sul nascere le decine di ragazzi che avevano già calato i cappucci. Segno che gli agenti in borghese infiltrati nel corteo, appena percepito il cambio di strategia, hanno allertato i colleghi in divisa. (Il Corriere della Sera, pag. 6, Caccia, Frignani) Tremila manifestanti e per di più infiltrati, e ce lo dice il Corriere della Sera, così come se niente fosse, in un articolo nelle pagine interne.

W il Papa.

Società

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