Timori e paure per Expo 2015: chi ha la coda di paglia, ha paura anche della sua ombra.

Il DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica) vale a dire l’intelligence di Stato, analizza ed esorta a focalizzare l’attenzione sulla crisi economica attuale come territorio fertile per gli ambienti antagonisti contro l’esposizione Expo 2015. Secondo gli 007 d’Italia l’Expo è molto probabile che sia sotto tiro da non ben definiti ambienti antagonisti che vedono la lotta No-Tav come un esempio da seguire.

Non è ben chiaro al DIS quali siano effettivamente queste minacce, si parla della pista anarco-insurrezionalista, indicata come “la più pericolosa” in quanto più radicata, sfuggente e collegata internazionalmente, in movimento tra il generale malcontento della crisi economica odierna.

Massima attenzione anche sul fenomeno delle BR, fenomeno non ancora sopito ma ancora (sempre secondo il DIS) vivo e strisciante. Fenomenale l’analisi di Giampiero Massolo del DIS: “Per i nostri servizi segreti, l’esperienza del recente passato non consente di ritenere superata la pericolosità del fenomeno brigatista: ristretti circuiti dell’estremismo marxista-leninista manifestano propositi riaggregativi, che sono comunque da ritenersi ‘tarati’ su un orizzonte di medio-lungo termine”, il che suona come un malcelato tentativo di criminalizzazione.

Dulcis in fundo, da non dimenticare i pericoli della solita Jihad islamica. “La minaccia terroristica di matrice jihadista in territorio nazionale resta collegata, nella sua dimensione ‘domestica’, al cosiddetto ‘jihadista individuale’, per l’eventualità di un’autonoma attivazione, specie sulla spinta della propaganda online, di elementi isolati o microgruppi motivati a colpire la società occidentale ‘dall’interno’“. In tal senso il DIA comunica massima allerta attenuata grazie a costanti verifiche per il rischio di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori, dai quali si evidenzia che “non sono emersi sinora significativi elementi di riscontro“.

Questo è lo stralcio dell’analisi di Giampiero Massolo (responsabile DIS) durante la cerimonia dell’inaugurazione per l’apertura del nuovo anno accademico alla scuola degli 007. Presenti alla cerimonia non potevano che essere il capo dello Stato,  Giorgio Napolitano, ed il neo-premier, Matteo Renzi.

Più che un timore velato ed inconscio, pare questa sia proprio una paura concreta e consapevole dei ripetuti esborsi di denaro pubblico per finanziare un’opera assurda tanto quanto inutile. E’ di questi giorni infatti, per dovere di cronaca, che Roberto Maroni, a 420 giorni dall’apertura di Expo, ha chiesto al governo italiano la modica cifra di 2 miliardi di euro: per finanziare cosa non è dato saperlo. Fatto sta che gli esborsi del governo italiano (e dunque della cittadinanza!) ancora non hanno placato la sete di denaro di politici e costruttori.

Solo una gestione centralizzata e sotto controllo operaio potrà garantire un dimezzamento dei costi di gestione che assicuri nel contempo più attenzione nei dettagli di costruzione e più garanzie per l’ambiente che ci circonda. La nostra proposta Comunista è più che valida. E continueremo a ripeterlo con voce sempre più ferma e decisa. Al posto dell’immane spreco di denaro pubblico e di un progetto inutile e dannoso, il Partito Comunista avrebbe utilizzato la metà dei fondi stanziati per realizzare case popolari, ospedali, scuole, centri anziani, biblioteche pubbliche, condite da un ampio  verde pubblico, perché siamo consapevoli e determinati ad affermare che i soldi della collettività, DEVONO tornare alla collettività, sotto forma di servizi per il benessere di tutti i cittadini.

Il risultato invece di una gestione di stampo capitalista (come quella odierna), permette continuo spreco di tempo e di denaro pubblico (nelle tasche dei soliti assessori compiacenti ed imprenditori senza scrupoli), e “regala” alla cittadinanza ed agli operai dei cantieri:

–          Turni massacranti di lavoro di 20 ore giornaliere, con straordinari (quando lo sono) sotto-pagati

–          Cattiva gestione dei cantieri, molti dei quali ancora aperti (a partire dal raccordo sulla A10 dove uno dei ponti è ancora sospeso per aria)

–          La linea 5 della metropolitana (per la quale si sono inaugurate da poco due fermate) risulta essere ancora in alto mare

–          La linea 4 della metropolitana bloccata, mentre della linea 6 non se ne parla più.

–          Cantieri ancora da completarsi: e parliamo della Pedemontana, Brebemi, Tangenziale Est e statale Rho-Monza.

–          Vie d’acqua in fase (ancora!) di studio e verifica, dopo le giuste proteste del comitato No-Expo e della cittadinanza riunita nel comitato no-Canal.

–          Continui dubbi e perplessità della cittadinanza circa l’uso dei padiglioni di Expo, dopo la manifestazione (checché ne dicano i vari “sondaggi” di parte, dove per giustificare quest’opera si vuole far credere che “7 italiani su 10 credono in Expo….”).

E con tutto questo, sulla scia della crisi economica, della disoccupazione ( specialmente quella giovanile) galoppante, dello sfruttamento degli operai dei cantieri Expo e dei salari e pensioni ai minimi storici, suona come un presa in giro la richiesta della giunta Maroni di avere ancora per le mani 2 miliardi di euro, dopo i 3.200 milioni di euro (!) dichiarati nel Piano Finanziario di Assolombarda….una vergogna senza pari!   

 

[L. P.]

Be the first to comment

Leave a Reply