Tangenziale Ovest Esterna: meglio senza.

La nuova Tangenziale Ovest Esterna di Milano (TOEM) scacciata dalla porta, a furor di popolo, è rientrata dalla finestra.
Essa appare infatti per la prima volta nella bozza del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Milano (PTCPM) del 2011 ma viene successivamente stralciata per la rivolta dei Sindaci dei Comuni interessati dal tracciato, sostenuti dai cittadini, dagli agricoltori e dalle loro associazioni.
Oggi la TOEM è ritornata di nuovo alla ribalta attraverso le previsioni del Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT) della Lombardia “governata” dal leghista Roberto Maroni, reso pubblico nel 2015. Pur essendo il suo tracciato (più di 60 chilometri) indicato nella cartografia del PRMT con la dicitura “da approfondire”, la TOEM è ritenuta strategica per la mobilità regionale in quanto dovrebbe collegare l’area di Malpensa con Vigevano e connettere, congiungendosi con la Tangenziale Est Esterna a Milano (TEEM), le autostrade A1, A7 e A4.
La storia però si ripete: i 33 Sindaci dei Comuni interessati dalla ventilata costruzione dell’opera insorgono di nuovo compatti chiedendo, a gran voce, che la TOEM venga definitivamente cancellata dal PRMT. Ancora una volta il fronte del “No alla TOEM” si è allargato coinvolgendo comitati spontanei di cittadini, associazioni ambientaliste, agricoltori singoli ed aziende agricole, e noi del Partito Comunista della Lombardia condividiamo pienamente le ragioni del “No”.
La nuova tangenziale infatti sconvolgerebbe tutto il paesaggio ambientale esistente facendo scomparire antiche cascine, percorsi ecologici, boschi e ruscelli esistenti, infliggendo al Parco Agricolo Sud Milano e al Parco del Ticino profonde ferite.
La nostra agricoltura metropolitana, già duramente colpita dalla crisi e dalla costruzione della TEEM si ridurrebbe ulteriormente e altre 100 aziende agricole cesserebbero di esistere, grazie all’ennesima colata d’asfalto, col rischio che la TOEM condivida la stessa sorte della TEEM e della BreBeMi: rimanere deserta per l’alto ticket di pedaggio praticato dalla società privata costruttrice.
Se si vuole salvaguardare il patrimonio verde, agricolo, paesaggistico ed ambientale, ancora esistente nella nostra Città Metropolitana Milanese e combattere veramente i pericoli per la nostra salute derivabili dallo smog, si deve anche cambiare radicalmente la politica degli investimenti pubblici sulla mobilità e i trasporti.
Occorre insomma investire soprattutto sul trasporto collettivo su ferro mentre invece il PRMT prevede un investimento di 15,4 miliardi euro in strade e soli 1,4 miliardi di euro in infrastrutture ferroviarie più 616 milioni di materiale rotabile.
In questo senso la TOEM è da buttare, insieme a tutta la parte progettuale del PRMT!

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