Solidarietà ai lavoratori del magazzino Kamila

Il Partito Comunista esprime massima solidarietà e sostegno ai lavoratori del magazzino Kamila, di Brignano Gera D’Adda (BG) che movimenta le merci per il supermercato Tigross.

Il massimo appoggio va anche ai compagni dello Slai Cobas che sostengono la lotta dei lavoratori del Kamila, con impegno e coscienza di classe.

Questi i fatti: dopo quattro mesi di scontri, la vertenza ha mostrato di dirigersi verso un punto fermo, quindi, i lavoratori hanno chiesto un incontro col Prefetto. L’incontro che doveva svolgersi il 5 di Febbraio è saltato. A questo punto, i lavoratori, sono saliti su un’impalcatura sita in via Camozza a Bergamo e hanno esposto alcuni striscioni contro il Prefetto con l’intento di sollecitare l’incontro.

I lavoratori sono in stato di agitazione, oramai, da Settembre; lottano contro un sistema schiavistico che li costringe a turni massacranti, con una totale mancanza di sicurezza e di certezza per il futuro. Chiedono garanzia del posto di lavoro e che venga rispettata la loro dignità. Chiedono un lavoro senza condizioni disumane e ritmi bestiali, dove i diritti non vengano calpestati ogni giorno con discriminazioni, intimidazioni e licenziamenti che colpiscono, maggiormente (e non a caso) gli iscritti al sindacato.

Siamo solidali con il compagni dello Slai Cobas che un mese fa ha subito l’ennesimo vile e gravissimo attacco, quando gli è stata gettata della benzina davanti alla sua abitazione.

Questi attacchi vengono messi in atto, affinché i lavoratori che lottano e portano avanti una lotta di classe, con coscienza e determinazione, per salvaguardare il proprio posto di lavoro, si intimidiscano e retrocedano dai loro intenti. Siamo certi che ciò non avverrà.

I lavoratori del magazzino Kamila, insieme al loro sindacato, chiedono a tutti che vengano boicottati tutti i prodotti dei supermercati Tigross.

Il Partito Comunista sostiene e rilancia la proposta del boicottaggio.

Confidiamo in una soluzione immediata di questa situazione, come di tutte le molte altre vertenze della logistica e non.

La classe operaia può liberarsi dalle sue catene, ma solo con volontà, determinazione, coscienza e unità di classe!

Basta schiavismo! Basta sfruttamento.

Un operaio del Partito Comunista di Bergamo

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