SENZA LAVORATORI NESSUN ANTIFASCISMO!

La celebrazione del 25 Aprile a Milano ha sempre avuto un significato particolare, una veste nazionale. Nel corso degli anni, tuttavia, queste celebrazioni si sono tramutate in sagre di discorsi retorici per onorare i morti mettendone in luce l’eroismo, le sofferenze, il sacrificio ma nascondendo gli ideali sociali e di classe per cui i caduti lottavano. Si è finiti così per accomunare tutti sullo stesso piano: vittime e carnefici, oppressi e oppressori.

Abbiamo assistito alla rimozione sistematica della memoria storica di ciò che è stata la Resistenza. Si nasconde che i Partigiani non hanno lottato soltanto per cacciare i tedeschi e battere i fascisti, lasciando poi le cose come prima. Si nasconde che la Guerra di Liberazione e la Resistenza contro il nazifascismo sono state animate da grandi ideali di giustizia sociale, democrazia e libertà. E si nasconde che furono gli operai, i lavoratori organizzati, i principali protagonisti della Resistenza.

La storia d’Italia ci insegna che senza la classe operaia organizzata, senza i lavoratori organizzati, non solo non ci sarebbe stata la Resistenza, ma non ci sarebbero state nemmeno le stesse libertà democratiche della società borghese. Non ci sarebbero state le lotte che nel dopoguerra, nel nostro paese hanno promosso, animato e difeso la democrazia: contro i padroni, contro i tentativi di colpo di Stato, contro le bombe, contro il terrorismo, contro il fascismo, contro i nemici della democrazia.

Celebrare oggi la Resistenza significa innanzitutto ricordare questo!

Ma significa anche comprendere che tra le forze che oggi apparentemente si ergono a difesa della democrazia e contro il risorgere di organizzazioni neofasciste, vi sono tra i principali responsabili, a cominciare dal PD, del drammatico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori e delle loro famiglie nel nostro paese.

Se si comprende ciò si capisce anche che l’unico intento che si prefiggono costoro cavalcando l’odierno “movimento” antifascista è solo quello di far dimenticare le loro responsabilità in tutto questo. Si comprende come quello del PD, insieme purtroppo, dispiace doverlo dire, anche a quello dell’Anpi nazionale, sia ormai un antifascismo d’opportunità, finto e plastificato come la memoria di quello che fu. E si comprende anche che l’antifascismo vero esiste solo quando esiste un movimento reale e organico di lavoratori che si oppongono all’arroganza e allo strapotere del capitalismo.

Il centro-sinistra, in questi anni, ha fatto tutto quanto era in suo potere per indebolire, spezzare e frammentare il corpo dei lavoratori italiani e chi oggi pensa che sia possibile condurre la lotta antifascista sulla base dell’unità con queste forze illude solo se stesso.

Per questo oggi più che mai unirsi a quella celebrazione avrebbe il significato della beffa e del tradimento verso tutti coloro che hanno lottato e sacrificato la vita per costruire un Italia diversa e migliore di quella in cui viviamo.

Sappiamo che in piazza sfileranno anche migliaia di persone sinceramente animate da uno spirito antifascista. Ma sappiamo anche che prestarsi a questo gioco in nome di una presunta unità nella lotta contro il fascismo, significherebbe in realtà rinunciare a ricostruire l’unità con la classe lavoratrice: l’unica forza che può realmente combattere e sconfiggere il fascismo.

Per la pace!

Per il lavoro!

Per il socialismo!

Queste sono le ragioni che hanno animato i comunisti nella lotta di Liberazione in Italia!

Per questo abbiamo lottato e per questo continueremo a lottare!

Milano 25 Aprile – Piazzale Cimitero Maggiore – ore 14,00

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