Sanita’ Lombardia: le comiche finali

Apro il giornale locale e che ti vedo? I candidati bersaniani del PD mantovano a parlamento e Regione Lonbardia che firmano l’appello perchè il reparto di chirurgia dell’Ospedale pubblico di Asola non sia trasfertio, insieme ad un èquipe medica di tutto rispetto, a quello privato di Castiglione delle Stiviere.
Peccato che abbiano dimenticato di precisare che la riforma della sanità ex pubblica della Lombardia proposta, a suo tempo, da Formigoni, sia stata approvata col voto favorevole del PD e varie astensioni “tattiche” che non hanno impedito alle varie cooperative ex rosse e agli imprenditori amici di diventare i destinatari delle regalie di varie strutture ex pubbliche.
La giovanissima candidata in Regione che grazie alle primarie del rinnovamento è stata catapultata in lista, forse era all’ asilo quando i suoi attuali compagni di partito, come il suo compagno deputato ricandidato allora segretario del partito di certo ricorda,  votavano la privatizzazione della sanità ex pubblica, facendo di  Mantova un  vero e proprio paradigma di quello che sarebbe stato il dopo e che allora veniva spacciato per una “sperimentazione”, tutta da verificare, si diceva, grazie a quello che sarebbe stato il puntuale controllo dell’assemblea dei sindaci (sic!).
E così,  insieme alle regalie degli ospedali ex pubblici a CL / CdO ed ai porta interessi della destra, se non altro “legittimati”  dalla loro coerenza politica, anche le perenni cinghie di trasmissione del PD sempre funzionanti e mai bisognose di revisione, si sono accaparrate, per esempio, l’Ospedale della “rossa” Suzzara, i vari padron Di Benedetti (tessera n. 1  del PD, quello che senza pietà ha smantellato la mantovana SOGEFI  e mandato a casa circa 200 lavoratori – più l’indotto –   nonostante i pianti (in)consolabili dell’allora sindaca PD del capuluogo) e le  cooperative ex rosse che, nel giro di una notte, si sono reinventate da edili a sociali.
Tralasciamo per decenza lo stato finanziario di  tali cooperative e i loro legami con le tristi vicende bancarie emerse in questi giorni (ma latenti da mesi) che stanno portando danni solo ai lavoratori dipedendenti di quello che era considerato, fino a poco tempo fa, un lavoro a prova di bomba, e veniamo ai giorni nostri.
In prossimità del voto ogni decenza è  perduta, tanto che chi ha votato per privatuizzare e ne ha raccolto i frutti, oggi si lamenta e firma petizioni perchè ciò che ha contribuito a sancire per legge, non si debba  fare!
E i cespugli di contorno della finta sinistra, coalizzati con questi furbacchioni, (proprio come a Milano dove amministra niente di meno che l’avvocato penalista della tessera n. 1 del PD), che dicono ? Niente! Troppo rischioso nel caso  ci scappi la vittoria di Ambrosoli e magari qualche poltroncina….. Mentre a Roma sbraitano contro Bersani in Lombardia,  dove gli interessi sociale ed economici non sono uno scherzo, vanno a braccetto proprio col PD.
Un dato però  li accomuna,  a Milano come a Roma e di questo dobbiamo rendere loro merito: la falce e il martello li hanno tolti dappertutto, insieme al colore rosso!
Del resto c’è un altro dato comune c’è: non si possono votare a Milano come a Roma.
Che differenza farebbe vederli al Pirellone (come al Governo)? Forse che anche all’ospedale di Suzzara.
Monica Peugini
Segretario Regionale CSP-PARTITO COMUNISTA LOMBARDIA 

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