Potenza della rete

di Tiziano Tussi – Candidato sindaco di Milano

Nello stesso giorno in cui Passera (o meglio Passerà) dichiara di ritirarsi per sostenere Parisi, sul Corriere della Sera appaiono sue bellicose dichiarazioni della sua campagna elettorale prossimo ventura versus Sala che non lo degnerebbe di attenzione, mente lui ha in agenda ben 21 appuntamenti di discussioni pubbliche. Naturalmente, il giochino della temporalità spiega tutto. Possiamo così cercare di capire perché questi lasci, improvvisamente, dato che i quotidiani, sino all’ultimo, hanno riportato con evidenza sue dichiarazioni contrarie. Ma ci interessa veramente seguire tali slalom psicologici? Direi di no! L’unica cosa che mi preme e ancora una volta sottolineare è questa: come molti uomini pubblici, diventati tali per varie ragioni, casualità. Uomini del mondo commerciale, bancario, professionale, improvvisamente si scoprono risolutori politici ed altrettanto improvvisamente lasciano tale tribuna, dopo avere avuto sostegno da parte della stampa che è pronta, almeno quella borghese, a sposare ogni voce si presenti sullo scenario politico come voce del coro, che intoni peana al capitalismo, in qualsiasi salsa, che non rappresenti un pericolo allo stato presente delle cose. Tutto assume un’aria dignitosa e irreprensibile. Non importa cosa poi questi facciano – si presentino, si ritirino, se accettano posti di sottogoverno, di governo o nelle amministrazioni comunali (cosa avrà avuto in cambio Passera? Possibile si sia accorto solo ora che esiste un centrodestra più ampio che non il suo lumicino?), sono comunque presenze gradite. Anche quelli della galassia grillina, vanno bene pure loro. Emeriti sconosciuti alla politica, appena arrivati sulla scena, sono intervistati, vezzeggiati, blanditi. Così come Grillo e Casaleggio. Del primo qualcosa si sa, almeno che lavoro faceva o, meglio, dovrebbe cercare ancora di fare, del secondo non si capisce veramente cosa faccia. Ma tant’è anche lui va bene. Ora a Milano c’è uno sconosciuto avvocato che ha deciso che cambierà il mondo se glielo lasceranno fare. E giù a pontificare. I giornali più importanti lo chiamano e lo incensano, pure lui. Sempre sul Corriere, lo stesso giorno, il grillino Corrado (cognome) ci dice: efficienza della macchina comunale, viabilità, ambiente e sicurezza. Questi i suoi punti di programma. Proviamo ad elencarli al negativo: amministrazione lenta, pochi mezzi di trasporto, inquinamento e vai con la mano lesta. Ma cosa volete che si dica di una città. Come dovrebbe essere governato un agglomerato urbano imponente? Le città dovrebbero funzionare bene e amministrarle deve tendere a questo. Non si può dire che questo, logico. E questo scopritore dell’acqua calda va avanti nell’intervista sul giornale, mezza pagina, a sciorinare insulsaggini al lettore. Ed al Corrierone sono tutti contenti di quel che dice, altrimenti non gliela avrebbero fatta. Ma ai votanti grillini piacciono queste banalità? Né di destra né di sinistra, viva il verde a Milano, capolista deve essere quella che ha scalzato come candidata sindaco ecc. – queste insulsaggini dovrebbero piacere?

C’è da sperare che l’elettore milanese usi la razionalità o perlomeno il buon senso. Cerchi di vedere chi non è in grado di reggere un ruolo – ci sono, non ci sono, ci sarò, forse no – chi dice banalità sonanti, chi appare come un’apparizione improvvisa sulla scena politica per scomparire poi in prospettiva, dato che non sarà sicuramente sindaco. Tutta questa gente si sfilerà pure dallo scenario del Consiglio comunale, una volta che si sostanzierà la sconfitta per la poltrona di sindaco. Un esempio per tutti: Aldo Fumagalli, imprenditore anche lui, della compagine dell’Ulivo, di lontana memoria, perse come candidato sindaco verso Albertini, centro destra, e si dimise alla prima riunione del Consiglio comunale. Un imprenditore, come si dice, “alza” milioni di euro l’anno. Non pare credibile vederlo negli scranni del Comune per qualche centinaio di euro. Impensabile Passera come consigliere comunale, ed infatti eccoli lì, a fare un passo indietro, già santo, o Parisi o Sala: o sindaco o niente.  Insomma cerca, elettore, di difenderti da chi racconta balle per arrivare a risultati impossibili per lui. Fare politica è una cosa seria, non si improvvisa, ed ha bisogno di capacità rodate ed attivate nella pratica reale. Poi si può essere di destra o di sinistra o di centro, ma occorre avere un minimo di cultura politica da spendere, creata con una sensibilità che si è costruita nel tempo. Lavorare per la società, produrre pensiero politico e pratica politica, non è come fare un uovo sbattuto. Né tantomeno una maionese, anche quella può impazzire se la si lavora male.

PS

Tutte queste osservazioni, ed altre, che si possono fare hanno come obiettivo mediatico la stampa borghese. Stiamo ancora aspettando la stampa e le radio di sinistra. Se ci sono, battano un colpo. Non si capisce cosa stiano aspettando. Nei loro palinsesti non vi sono mai le voci di liste come la nostra (ne esiste anche un’altra che si presenterà alle elezioni, quella del PCL, stesso trattamento). Ma se le poche realtà di sinistra che ancora sopravvivono si comportano come gli altri organi di informazione, per ora, in alcuni momenti, addirittura più democratici di loro, a che pro attribuirsi, dirsi di sinistra e cioè per una società nuova, opposta all’attuale basata sul consumismo, sfruttamento  ecc., ecc.?

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