Ordini del giorno approvati dal Comitato regionale lombardo del 13-06-2015

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Il Comitato regionale lombardo del Partito comunista riunitosi sabato 13 giugno ha approvato i seguenti Ordini del giorno.

Expo modello per tutto il paese.

Ad un mese e mezzo dalla sua apertura è possibile già trarre un primo bilancio di Expo2015. Esso si presenta come il modello per il nuovo mercato del lavoro nel nostro paese. Con l’introduzione del Jobs Act ha, definitivamente, posto la parola fine ai contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Come avevamo da tempo previsto “Oggi a Milano, domani ad ogni italiano”: contratti precari con assunzioni a termine, nella migliore delle ipotesi di qualche mese, nella peggiore rinnovati giorno per giorno; massima flessibilità su turni e orari di lavoro e sulle mansioni richieste; retribuzioni misere che il ricorso al cosiddetto “lavoro volontario” ha ridotto praticamente a zero.

Ma tutto questo ancora non basta!

Come precedentemente accaduto per i cantieri dell’alta velocità in Val di Susa, o per le discariche della Campania, Expo è stato definito “sito di interesse strategico nazionale”.

Tutti abbiamo appreso come siano stati effettuati controlli di polizia su chiunque abbia presentato richiesta di poter lavorare ad Expo.

Il risultato di questo accurato sistema di controllo da parte delle autorità preposte, è stato che, a centinaia di lavoratori è stato negato o revocato il permesso di lavorare ad Expo, violandone apertamente i diritti costituzionali oltre che dell’ex Statuto dei lavoratori, completamente abbattuto, dalle recenti riforme del lavoro che garantiva molti diritti ai lavoratori.

Tornano alla memoria i servizi di spionaggio, organizzati negli anni ’50, per conto della Fiat, da noti provocatori anticomunisti e antioperai come Edgardo Sogno e Luigi Cavallo: allora migliaia di lavoratori vennero schedati, perseguitati e licenziati solo perchè comunisti o ex partigiani.

I metodi, oggi come ieri, sono gli stessi!

Noi non ci faremo illusioni, perché indagini di questo genere, sempre più influiranno sull’assunzione o meno dei lavoratori:
Oggi in Expo, domani ovunque. Oggi a Milano, domani ad ogni italiano.

Ma non si facciano illusioni nemmeno coloro che pensano di non avere nulla di cui preoccuparsi perché “non hanno mai fatto nulla”: anche su di loro si abbatterà la frusta del padrone; anche loro dovranno sopportare ogni forma di ricatto e salari miserevoli.

Di fronte a ciò i lavoratori non hanno che una soluzione: organizzarsi per lottare! Perché il proletariato non ha altro strumento di lotta all’infuori dell’organizzazione. E la forma suprema della sua organizzazione di classe è il Partito.

 

Solidarietà ai lavoratori della Whirlpool.

Il Partito comunista esprime la sua solidarietà ai lavoratori della Whirlpool che ieri sono scesi in piazza a Gavirate per protestare contro oltre duemila licenziamenti.

Come sempre la società proprietaria, con la scusa della razionalizzazione, intende aumentare i propri profitti sulle spalle dei lavoratori. Gli investimenti previsti serviranno infatti solo a rendere più efficace lo sfruttamento dei lavoratori rimasti, attraverso l’aumento dei carichi di lavoro, di una generale precarizzazione e della conseguente riduzione dei salari.
La loro vicenda è simile a quella di milioni di altri lavoratori che negli ultimi anni hanno visto chiudere le loro fabbriche e peggiorare, drammaticamente, le condizioni di lavoro e di vita.

La crisi è stata il pretesto per tutto questo, ma la vera causa sono i profitti dei padroni!
Le delocalizzazioni, la chiusura delle fabbriche e i licenziamenti, servono solo ad aumentare lo sfruttamento e, quindi, i profitti dei padroni.

E così, le leggi come il Jobs Act, introdotte da questo Governo, come da quelli che lo hanno preceduto, hanno come unico scopo quello di permettere ai padroni di sfruttare sempre di più e meglio i lavoratori!

L’unico mezzo che i lavoratori hanno per migliorare le proprie condizioni non è appellarsi alla benevolenza dei padroni, ma è la lotta. E nessuna lotta sarà efficace senza organizzazione.

Per questo è necessario costruire un Fronte Unitario di tutti i Lavoratori.
Perché gli interessi di ogni lavoratore sono quelli di tutti i lavoratori.
Perché il lavoratore che difende gli altri lavoratori, difende se stesso.

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