Non ci può essere lotta antifascista senza o contro la classe lavoratrice.

Le iniziative di organizzazioni neofasciste che si fanno sempre più frequenti sul nostro territorio, coinvolgendo anche rappresentanti delle istituzioni, non possono non preoccupare e indignare tutti i sinceri democratici e antifascisti.

Tuttavia occorre innanzitutto ricercare le cause di quanto sta accadendo e non solo concentrarsi sugli effetti, per quanto questi possano essere drammatici e vergognosi.

Da diversi mesi abbiamo avviato una profonda riflessione sulla natura odierna del fascismo e dell’antifascismo. La scelta che abbiamo preso lo scorso 25 aprile a Milano di non partecipare più al tradizionale corteo celebrativo della Liberazione dal nazifascismo è stata il primo frutto di questa riflessione che non può certo dirsi conclusa e che approfondiremo e allargheremo nei prossimi mesi.

Per questa scelta siamo stati accusati anche, fra le altre cose, di settarismo. Di volerci isolare in una smania autoreferenziale che rifiuta il confronto e la lotta unitaria con tutte le altre forze antifasciste.

Tuttavia noi affermiamo che il principio unitario alla base della Resistenza è stato rotto proprio da quelle forze, fra cui spicca per responsabilità proprio il cosiddetto Partito Democratico, che hanno preteso in tutti questi anni, attraverso la manipolazione e la falsificazione della storia, prima di annullare e svuotare di significato i veri principi e valori per cui è stata fatta la Resistenza per poi ergersi come suoi unici portavoce e difensori dell’antifascismo.

Il principio unitario alla base della Resistenza è stato rotto quando queste stesse forze hanno deciso di schierarsi dalla parte dei padroni e contro la classe lavoratrice del nostro paese, cancellando tutte le conquiste che sono scaturite dalla vittoria della Resistenza contro il nazifascismo e sono costate il sudore e il sangue degli operai.

Sono queste stesse forze, che oggi fanno appelli alla mobilitazione contro il governo Lega-Cinquestelle, le responsabili della distruzione ideologica e culturale del movimento operaio e dell’organizzazione politica che più di ogni altra nel nostro paese ha fatto nella lotta contro il fascismo: il Partito Comunista Italiano.

Quindi per quale motivo dovremmo credere alla loro sincerità e buona fede nell’odierna lotta antifascista?

Il vero scopo che si prefiggono costoro cavalcando l’odierna lotta antifascista è solo quello di far dimenticare al popolo e ai lavoratori le loro responsabilità (e in particolare quelle del cosiddetto Partito Democratico) nel drammatico peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita della classe lavoratrice.

È a causa di tutto ciò che l’estrema destra avanza tra i proletari e le classi popolari.

È questa “sinistra” che ha la responsabilità di aver sdoganato le forze neofasciste, elevandole per pura convenienza politica ed elettorale a propri avversari e competitori diretti.

È questa “sinistra” che sostenendo l’equiparazione tra fascismo e comunismo ha spianato la strada alle forze di estrema destra.

Se oggi ci sono lavoratori che si fanno illusioni su quello che farà l’odierno governo Lega-Cinquestelle è proprio a causa delle politiche antipopolari e contro i lavoratori sostenute negli anni proprio dal PD.

Chi oggi pensa che sia possibile condurre la lotta antifascista sulla base dell’unità con queste forze illude solo se stesso: in quanto ai lavoratori essi non ci credono più da molto tempo e lo hanno ampiamente dimostrato.

E anche appellarsi alle istituzioni perché rispettino o facciano rispettare la Costituzione è come chiedere alla volpe di rispettare le galline.

Il valore della Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Guerra di Liberazione dal nazifascismo è stato superato dal mutare dei rapporti di forza nella nostra società.

Il primo compito che dobbiamo affrontare, che devono affrontare tutti i sinceri antifascisti, il compito più difficile, è quello di lavorare per cambiare nuovamente a nostro favore quei rapporti di forza.

Per far questo occorre innanzitutto riconoscere il valore e il ruolo imprescindibile avuto dalla classe operaia nella lotta per la libertà e contro il fascismo.

Occorre combattere contro l’opera di occultamento sistematico del ruolo della classe operaia e dei comunisti nella Guerra di Liberazione.

Occorre riconoscere che nemmeno le libertà democratiche della società borghese esisterebbero senza la lotta inestinguibile della classe operaia.

Per tutto questo non è possibile nessuna lotta contro il fascismo e per la libertà senza o contro la classe operaia.

Tutto il resto sono solo chiacchiere.

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