Non ci può essere lotta antifascista senza o contro la classe lavoratrice.

Lug 04, 2018 No Comments by

Le iniziative di organizzazioni neofasciste che si fanno sempre più frequenti sul nostro territorio, coinvolgendo anche rappresentanti delle istituzioni, non possono non preoccupare e indignare tutti i sinceri democratici e antifascisti.

Tuttavia occorre innanzitutto ricercare le cause di quanto sta accadendo e non solo concentrarsi sugli effetti, per quanto questi possano essere drammatici e vergognosi.

Da diversi mesi abbiamo avviato una profonda riflessione sulla natura odierna del fascismo e dell’antifascismo. La scelta che abbiamo preso lo scorso 25 aprile a Milano di non partecipare più al tradizionale corteo celebrativo della Liberazione dal nazifascismo è stata il primo frutto di questa riflessione che non può certo dirsi conclusa e che approfondiremo e allargheremo nei prossimi mesi.

Per questa scelta siamo stati accusati anche, fra le altre cose, di settarismo. Di volerci isolare in una smania autoreferenziale che rifiuta il confronto e la lotta unitaria con tutte le altre forze antifasciste.

Tuttavia noi affermiamo che il principio unitario alla base della Resistenza è stato rotto proprio da quelle forze, fra cui spicca per responsabilità proprio il cosiddetto Partito Democratico, che hanno preteso in tutti questi anni, attraverso la manipolazione e la falsificazione della storia, prima di annullare e svuotare di significato i veri principi e valori per cui è stata fatta la Resistenza per poi ergersi come suoi unici portavoce e difensori dell’antifascismo.

Il principio unitario alla base della Resistenza è stato rotto quando queste stesse forze hanno deciso di schierarsi dalla parte dei padroni e contro la classe lavoratrice del nostro paese, cancellando tutte le conquiste che sono scaturite dalla vittoria della Resistenza contro il nazifascismo e sono costate il sudore e il sangue degli operai.

Sono queste stesse forze, che oggi fanno appelli alla mobilitazione contro il governo Lega-Cinquestelle, le responsabili della distruzione ideologica e culturale del movimento operaio e dell’organizzazione politica che più di ogni altra nel nostro paese ha fatto nella lotta contro il fascismo: il Partito Comunista Italiano.

Quindi per quale motivo dovremmo credere alla loro sincerità e buona fede nell’odierna lotta antifascista?

Il vero scopo che si prefiggono costoro cavalcando l’odierna lotta antifascista è solo quello di far dimenticare al popolo e ai lavoratori le loro responsabilità (e in particolare quelle del cosiddetto Partito Democratico) nel drammatico peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita della classe lavoratrice.

È a causa di tutto ciò che l’estrema destra avanza tra i proletari e le classi popolari.

È questa “sinistra” che ha la responsabilità di aver sdoganato le forze neofasciste, elevandole per pura convenienza politica ed elettorale a propri avversari e competitori diretti.

È questa “sinistra” che sostenendo l’equiparazione tra fascismo e comunismo ha spianato la strada alle forze di estrema destra.

Se oggi ci sono lavoratori che si fanno illusioni su quello che farà l’odierno governo Lega-Cinquestelle è proprio a causa delle politiche antipopolari e contro i lavoratori sostenute negli anni proprio dal PD.

Chi oggi pensa che sia possibile condurre la lotta antifascista sulla base dell’unità con queste forze illude solo se stesso: in quanto ai lavoratori essi non ci credono più da molto tempo e lo hanno ampiamente dimostrato.

E anche appellarsi alle istituzioni perché rispettino o facciano rispettare la Costituzione è come chiedere alla volpe di rispettare le galline.

Il valore della Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Guerra di Liberazione dal nazifascismo è stato superato dal mutare dei rapporti di forza nella nostra società.

Il primo compito che dobbiamo affrontare, che devono affrontare tutti i sinceri antifascisti, il compito più difficile, è quello di lavorare per cambiare nuovamente a nostro favore quei rapporti di forza.

Per far questo occorre innanzitutto riconoscere il valore e il ruolo imprescindibile avuto dalla classe operaia nella lotta per la libertà e contro il fascismo.

Occorre combattere contro l’opera di occultamento sistematico del ruolo della classe operaia e dei comunisti nella Guerra di Liberazione.

Occorre riconoscere che nemmeno le libertà democratiche della società borghese esisterebbero senza la lotta inestinguibile della classe operaia.

Per tutto questo non è possibile nessuna lotta contro il fascismo e per la libertà senza o contro la classe operaia.

Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Antifascismo, Comunicati

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