NEL SITO DI EXPO 2015, IL “CONTROLLO”, NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI, E’ CAPILLARE…………

ExpoNon è certo la prima comunicazione, o riflessione che il Partito Comunista della Lombardia, mette in atto, sulle questioni che, ultimamente, attengono al “mercato del lavoro” in questa regione . Già nell’estate del 2013, quando si sviluppò il rovinoso Accordo per Expo, avviammo un doveroso ragionamento su cosa, lo stesso, avrebbe significato.
Man mano, l’evoluzione, per altro velocissima dello stato delle cose, ci spinse a riproporre, attualizzandole, le stesse osservazioni.
Arriviamo a Febbraio del 2015 e, in occasione delle “assunzioni” allo stabilimento Fiat di Melfi, riproponemmo, caparbiamente, il ragionamento con un articolo dal titolo:
LO SLOGAN: “OGGI A POMIGLIANO, DOMANI AD OGNI ITALIANO”
Muta velocemente e diventa: “OGGI A MILANO DOMANI AD OGNI ITALIANO”.
Dall’accordo per EXPO, in estrema sintesi:
– Assunzione a due, a tre, a quattro mesi, piuttosto che di tipo stabile.
-Assunzioni a giornata anche con tipologia continuativa cioè : Ti assumo al mattino e, alla sera, ti licenzio per riassumerti l’indomani mattina e così via….
– Massima flessibilità su turni ed orari di lavoro e sulle mansioni che verranno richieste.
– Salari (da schiavisti) variabili rispetto ai picchi di produttività richiesta.
-Demansionamenti etc. etc.

Ora Expo è veramente arrivato, con la sua “Carta di Milano” per nutrire iI pianeta…e, in verità, tra le altre cose, si sta anche attivando alacremente, per accelerare e dare il via al catastrofico TTIP!

Dal 1°Maggio scorso, dal giorno in cui si diede il via in pompa magna ad Expo 2015, iniziano ad emergere fatti e situazioni che hanno del grottesco e che si vanno ad aggiungere al già perverso impianto sui contratti di lavoro, compresi quelli del lavoro volontario, o meglio qualificato come lavoro gratuito!
Ribadiamo ancora e con forza che, il Jobs Act, solo apparentemente caduto tra capo e collo, ha un’origine lontana e parte anche dal suddetto contratto per Expo: Le assunzioni a 3/4 giorni, a 1/2/3/6 mesi, con orari di lavoro indefiniti, paghe orarie a 4€ l’ora e demansionamenti continuativi (pilastri portanti del Jobs Act), vengono, giornalmente, applicate alle categorie dei lavoratori presenti nel sito di Expo.

Accade, in più, che ad alcuni lavoratori, già presenti nel sito, per favorire il termine ( ancor abbondantemente incompiuto) delle strutture, non viene rinnovato il pass necessario per accedere nel sito di Expo, dal 1° Maggio in avanti.
Accade che ad alcuni lavoratori (sembra, ad oggi, circa 600) l’assunzione sia stata, proprio negli ultimi giorni prima dell’inaugurazione del 1° Maggio, denegata. Le giustificazioni, giustamente richieste, sembra siano legate a non meglio definite argomentazioni collegate a nulla osta forniti dalla Questura.
Significa che sono stati effettuati controlli di polizia su ogni nominativo, su chiunque abbia presentato curriculum per poter lavorare per Expo e, con tutta probabilità, definendo Expo2015, “sito di interesse strategico nazionale”, come precedentemente accaduto per i cantieri dell’alta velocità in Val di Susa, o in altri luoghi come le discariche della Campania, si è agevolato ed avviato un sistema di controllo tramite un accurato screening, da parte delle autorità preposte.
Chi ha pensato di presentare disappunto, mostrando la propria immacolata fedina penale, ne è rimasto deluso, poiché i criteri di selezione, assai nebbiosi ai più, risultano svolti sulla base di informazioni riservate (?). Informazioni, quindi, che riservate rimarranno!!
Non basta fare appello alla: ”palese violazione dell’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori che vieta indagini sulle opinioni dei lavoratori e dell’articolo 15 che vieta le discriminazioni sul posto di lavoro”, come, per altro, giustamente, mette in evidenza la CGIL.
Tornano alla memoria i servizi di spionaggio organizzati, negli anni ’50, per conto della FIAT, da noti provocatori anticomunisti e antioperai, come Edgardo Sogno e Luigi Cavallo: allora, migliaia di lavoratori vennero schedati, perseguitati e licenziati perchè comunisti o, ex partigiani,
Purtroppo, i metodi, oggi come ieri, sono gli stessi! E , a conti fatti, sembra che il sistema di “spionaggio” nei confronti dei lavoratori sia, pericolosamente, riapparso…significa che, Expo e Questura, abbiano potuto fare uno screening, diciamo di “sicurezza”, molto approfondito e senza che nessuno, tra i malcapitati, ne fosse a conoscenza. Molti di loro si stanno, e con ragion veduta, chiedendo se lo screening che li ha decretati come indesiderati o, addirittura pericolosi, possa avere una valenza per il futuro, cioè, ci domandiamo (retoricamente….) se, indagini di questo genere non influiscano sull’assunzione, o meno, di alcuni giovani lavoratori che, forse, abbiano partecipato ad una manifestazione di protesta, magari contro la riforma della scuola, o chissà che altro…
Ci interroghiamo, non senza un senso di oppressione in più, se questo sistema di controllo, potrà divenire, d’ora in poi, una regola acquisita.
Se oggi a Pomigliano, domani ad ogni italiano! Slogan mirato e preceduto da una lunga ed articolata riflessione politica, ha, purtroppo, precorso i tempi.
Oggi a Milano, domani ad ogni italiano, induce almeno ad un’attenta analisi che produca la consapevolezza della necessità di azione da parte di tutti i lavoratori.
«Il proletariato non ha altro strumento di lotta per il potere all’infuori dell’organizzazione. La forma suprema della sua organizzazione di classe è il Partito». (Lenin).

Partito Comunista Lombardia

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