Lo sterco del diavolo piace ai Lupi

Ci risiamo! In una maxi operazione dei carabinieri, coordinata dalla Procura di Firenze, sono state arrestate 4 persone e altre 50 messe sotto indagine.
Gli arrestati sono: Ercole Incalza, ex super dirigente del ministero dei lavori pubblici dell’Italia e ora consulente esterno dello stesso ministero; Stefano Perotti e Francesco Cavalli imprenditori; Sandro Pacella, collaboratore di Incalza.
Ai quattro, come al solito, si contestano i reati di corruzione, induzione indebita e turbativa d’asta insieme ad altri delitti contro la pubblica amministrazione.
I reati riguarderebbero tutte le grandi opere, in particolare il Treno ad Alta Velocità (TAV) nel tratto di attraversamento sotterraneo di Firenze e, ancora una volta, l’Expo di Milano, diventato ormai nei fatti di corruzione e appalti truccati un vero e proprio colabrodo.
Questa notizia non sarebbe nel nostro paese una grande novità se non fosse per il coinvolgimento del ministro ciellino Maurizio Lupi e suo figlio Luca, giovane ingegnere. Quest’ultimo non ha dovuto sudare molto per trovare un impiego: è stato assunto dal Perotti, che gli ha pure regalato un rolex d’oro per il superamento dell’esame di laurea.
Secondo la Procura di Firenze chi è stato maggiormente favorito dal sistema di corruzione messo in piedi da Ercole Incalza, riguardante gli appalti delle grandi opere, sarebbe proprio lo Stefano Perotti, amico di famiglia del ministro Lupi, al quale sono state, spesso, affidate le funzioni di direttore dei lavori di molti appalti incriminati.
Sia chiaro, noi comunisti non ci mettiamo a gridare oggi, “ai lupi, ai lupi”, e nemmeno ci stracciamo le vesti per fatti di questo genere!
Nemmeno vogliamo fare i moralisti con un fervente membro di Comunione e Liberazione che più volte ci ha detto di ispirarsi, nella sua attività politica, ai principi di carità cristiana.
Siamo perfettamente coscienti che nel capitalismo il vero “Dio” che si adora è il denaro anche quando viene definito, “sterco del diavolo”, da Papa Francesco.
E siamo altrettanto consapevoli che questo “sterco” fa gola soprattutto a chi ne ha già parecchio!
La corruzione, la collusione, il clientelismo, il nepotismo e le relazioni mafiose sono gli ingredienti fondamentali utilizzati, da chi detiene un certo potere, nelle sovrastrutture burocratiche e politiche dello Stato borghese, per mettere nelle proprie tasche denaro pubblico, denaro nostro.
Norme, regole, leggi che dovrebbero impedire la crescita di quegli ingredienti, che minano ormai alla base la stessa democrazia liberale, non servono proprio a nulla se non si distrugge ciò che li produce: il capitalismo.
Ma anche questo non basta. Sulle ceneri del capitalismo occorre costruire una società nuova, attraverso un nuovo Stato, socialista-comunista, dove tutto il potere stia nelle mani degli sfruttati e non degli sfruttatori.

Osvaldo Lamperti – Comitato Regionale Lombardia del Partito Comunista

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