L’imperialismo porta la guerra come la nube la tempesta

La politica aggressiva e guerrafondaia degli Stati Uniti e dell’Unione Europea sta avvicinando sempre di più il mondo verso una catastrofe di inimmaginabile violenza.

Anche le contraddizioni interne alla stessa Unione Europea, che avverte sulla propria pelle sempre più vicini il vento della guerra e la puzza dei cadaveri, per il momento non portano a cambiamenti sostanziali della sua politica. Essa si è lasciata coinvolgere in tutte le avventure belliche intraprese dagli Stati Uniti negli ultimi venticinque anni.

I governi di Stati Uniti ed Unione Europea, per mettere le mani su materie prime e nuovi mercati, hanno sepolto interi paesi sotto un tappeto di bombe e missili provocando milioni di morti: Iraq, Somalia, Yugoslavia, Afghanistan, Libia, Siria, Ucraina. Lo Stato Islamico non è altro che una loro creatura sfuggitagli al controllo, così come prima di esso furono Saddam o i Talebani afghani.

I governi di Stati Uniti ed Unione Europea (e quindi, occorre sottolinearlo, anche il governo italiano) hanno sostenuto il colpo di Stato che in Ucraina ha portato al potere un governo reazionario e guerrafondaio che con l’appoggio di nazisti dichiarati sta conducendo una guerra di aggressione e sterminio contro il suo stesso popolo.

Anche ciò che sta accadendo in Libia oggi è opera dei governi imperialisti e guerrafondai di Stati Uniti ed Unione Europea. Questa banda di killer internazionali che non esita ad eliminare ogni capo di Stato che ostacoli le loro politiche di rapina e saccheggio nel mondo intero, ha intrapreso la guerra contro Gheddafi unicamente per mettere le mani sul petrolio e sulle riserve auree della Libia. Oggi quel paese è in preda al caos e alla guerra civile, e questi stessi paesi si propongono come soluzione per riportarvi la pace. Ma l’unica pace di cui possono essere garanti i governi di Stati Uniti ed Unione Europea è la pace dei cimiteri.

Nel nostro paese il governo Renzi sta procedendo a passi forzati riesumando la retorica guerrafondaia, mascherata da finto interventismo umanitario. Da una parte si crea un nemico feroce, sanguinario e culturalmente inferiore; dall’altra si occultano la morte e la distruzione provocate dagli eserciti occidentali per rendere la guerra più accettabile.

Quanti ricordano gli stupri dei soldati italiani contro le ragazzine somale? Mentre tutti hanno in mente le immagini dei prigionieri dello Stato Islamico decapitati, quanti sanno degli effetti delle bombe al fosforo o a frammentazione, delle tonnellate di uranio impoverito gettate dai nostri aerei sulle popolazioni civili dell’Iraq, della Yugoslavia, dell’Afghanistan, della Libia?

Occorre ricordare a tutti che quando altri governi scelsero la strada della guerra si preoccuparono in primo luogo di eliminare i loro principali avversari: i comunisti. Lo fecero i nazisti in Germania e i fascisti in Italia. E una volta avuto strada libera condussero quei paesi alla rovina.

Oggi noi non ci facciamo illusioni, siamo deboli e le nostre sole forze non ci permettono di impedire la guerra, se questa sarà la strada che sceglieranno i governi imperialisti. Sappiamo anche che non basterà certo qualche articolo della Costituzione a fermarli. Perché senza le masse operaie e popolari pronte a difenderla e a battersi per essa, anche impugnando le armi come fecero durante la guerra di Liberazione, anche la nostra Costituzione non è altro che un pezzo di carta.

Per questo, per lottare con efficacia contro la guerra imperialista, l’unico modo è organizzare il Partito Comunista, organizzare la classe operaia.

Contro la guerra imperialista!

Al fianco dei popoli che lottano per l’indipendenza, la libertà e la pace!

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