La sottile linea nera tra fascisti e preti

Mag 26, 2017 No Comments by

Umberto Vivirito, “eroe della solidarietà”, “coraggio del combattente”, “si batteva quando vedeva l’ideale umano oltraggiato”. Non si tratta né di un ex partigiano, né di un eroe di quartiere e tantomeno di un prete. O almeno, il prete c’entra, ed è nero tanto di tonaca quanto di orientamenti. Si tratta di Don Orlando Amendola, che il 20 Maggio, al Cimitero Maggiore, ha pronunciato queste parole durante la cerimonia di commemorazione di Umberto Vivirito. Che proprio un santo non era. Se il valore di un uomo si misura dalle azioni che compie, Umberto Vivirito meriterebbe soltanto l’oblio della memoria, dal momento che durante una rapina il 21 Maggio del ’77 (con lo scopo di finanziare un gruppo eversivo di estrema destra) crivellò di colpi il titolare del negozio prescelto. Poi morì per un colpo d’arma da fuoco rimediato durante la stessa rapina. E per dare il tocco di solennità alla cerimonia, il Don si produce nell’ennesimo saluto romano, un saluto che diventa anche più odioso perché onora la memoria di un assassino. Non che noi Comunisti amiamo occuparci di questioni di Chiesa, se non quando si tratti di limitarne l’ingerenza nella società civile. Ma a maggior ragione, nella città Medaglia d’Oro alla Resistenza, pretendiamo che la curia Milanese prenda provvedimenti drastici contro il “cappellano dei camerati”, che settimanalmente ha la possibilità di diffondere il seme del nazi-fascismo dal retro del suo ambone.

E’ da troppo tempo, ormai, che i cimiteri milanesi fanno da sfondo a parate paramilitari nazi-fasciste, sempre più spesso aperte e guidate da sacerdoti. Forse la Curia Milanese ha intenzione di far filtrare il messaggio che di fronte al dilagare della povertà e della disperazione sociale, la risposta politica più adeguata sia quella di estrema destra, i cui strumenti sono la diffusione dell’odio razziale, della violenza organizzata e dell’omicidio. E la cosa non ci stupirebbe, dal momento che nella storia del mondo, da quando Santa Romana Chiesa ha perso il monopolio del potere temporale, non ha mai disdegnato la vicinanza e la collaborazione con le forze politiche reazionarie.

Per questo motivo non ci aspettiamo una presa di posizione rigida e definitiva da parte della Curia di Milano, su questo e su tutti gli altri episodi vergognosi che hanno coinvolto troppi sacerdoti in questa gloriosa città.

Antifascismo, Comunicati

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