La salute in Lombardia è diventata una merce

revolverL’ex Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni detto il “Celeste”, ora Senatore della Repubblica italiana, membro del Nuovo Centro Destra (NCD) di Alfano e Presidente della Commissione Agricoltura, è stato rinviato a giudizio per il caso della Fondazione Maugeri di Pavia, insieme ad altri 9 imputati, tra i quali spiccano l’ex assessore regionale lombardo alla sanità, Antonio Simone e il faccendiere Pierangelo Daccò, già agli arresti per lo scandalo del San Raffaele di Milano.
Le imputazioni che pesano sul capo del nostro “Celeste” sono piuttosto forti: associazione a delinquere e corruzione. Formigoni avrebbe adottato provvedimenti favorevoli a Maugeri e al Daccò in cambio di vacanze dorate in ville e yacht ai Caraibi e di un maxi sconto per l’acquisto di una villa in Sardegna.
La cosa più straordinaria, sfuggita anche ai consiglieri regionali dell’opposizione che quando decidono di non vedere diventano proprio ciechi,è costituita dal fatto che tra le consulenze fittizie date a privati,costate decine e decine di milioni di euro pubblici, ne esiste una fatta per stabilire se esiste la vita su Marte.
Evidentemente questa ricerca doveva servire per vedere se era possibile applicare il modello privatistico, neoliberista e “formigoniano” della sanità lombarda anche su altri mondi della nostra galassia!
Scendendo da Marte sulla Terra e arrivando in Lombardia, qua da noi è proprio stato lui, il “Celeste” a lanciare la famosa “sussidiarietà” tra il pubblico e il privato per quel che riguarda la salute e le prestazioni sanitarie. Ciò vuol dire passare ai privati tutte le funzioni pubbliche inerenti alla salute delle persone ovvero, la prevenzione, la diagnosi, la cura delle malattie, il ricovero e gli interventi ospedalieri, attraverso convenzioni o atti negoziali sottoscritti dalle parti, consentendo così al pubblico di tagliare il personale dipendente smantellando strutture assistenziali ed ospedaliere a favore di cliniche, ospedali e laboratori di analisi privati.
Con la sussidiarietà la salute è diventata una merce che deve dare un profitto, creando una assistenza sanitaria basata su logiche aziendalistiche di mercato e non sulla soddisfazione di bisogni di salute della popolazione, arrivando non solo su Marte ma perfino agli orrori della clinica privata Santa Rita di Milano, dove si operava anche sulle parti sane del corpo pur di spuntare soldi in più dalla regione Lombardia.
Con la sussidiarietà sono pure aumentati i ticket e i tempi di attesa per i servizi sanitari, invogliando così le persone a rivolgersi alle strutture private.
Il piano ospedaliero di Formigoni, che sta andando avanti in Lombardia anche con il nuovo “governatore” Maroni, ha portato e porta alla chiusura di strutture efficienti e ben distribuite sul territorio a favore di una concentrazione di servizi in grandi ospedali situati in pochi punti del territorio difficilmente accessibili da anziani e da persone non autosufficienti.
Sono inoltre proliferati gli incarichi per l’assistenza agli anziani e alle persone diversamente abili date a cooperative ed associazioni private che svolgono servizi con personale molto spesso raccogliticcio, precario e con salari di fame.
Insomma, se su quello che avrebbe combinato Formigoni con la Fondazione Maugeri sta ai giudici della Magistratura pronunciarsi, sulla sanità lombarda messa in piedi dal “Celeste”, ritenuta a torto eccellente, sta ai cittadini e alle cittadine pronunciarsi e noi, come tali, la condanniamo.Chiediamo infine, che la sanità ridiventi, in toto, pubblica, gratuita, efficiente, efficace per tutte le persone, come vorrebbero gli articoli 2, 32, e 41 della nostra,tanto bistrattata, Costituzione repubblicana.

 

Osvaldo Lamperti, Comitato Regionale della Lombardia del Partito Comunista
Milano, 8 marzo 2014

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