Statuto

Preambolo

Il PARTITO COMUNISTA è l’organizzazione politica rivoluzionaria d’avanguardia della classe operaia italiana, nasce dall’esperienza di Comunisti Sinistra Popolare e di comunisti variamente collocati e unisce lavoratori, donne e uomini che, su base volontaria e di unità ideale, vogliono abbattere il capitalismo e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo per costruire il Socialismo-Comunismo. Con questo fine si impegna ad organizzare la classe operaia, le lavoratrici, i lavoratori ed il popolo per arrivare all’attuazione piena del proprio programma politico.

Il Partito si fonda e si riconosce nel marxismo-leninismo, riconosce l’esperienza storica dei Paesi socialisti, difende e valorizza la storia ed i valori del movimento operaio e comunista, italiano e internazionale, dei principi ispiratori della Costituzione del 1948 e della Resistenza al nazi-fascismo. Perseguendo la rivoluzione socialista in Italia, il Partito lotta per una generale trasformazione socialista a livello mondiale, in sintonia con la parte più coerente del Movimento Comunista Internazionale, nello spirito dell’internazionalismo proletario e della solidarietà con le classi operaie degli altri paesi e i popoli in lotta contro l’imperialismo e i monopoli.

Nella fase attuale di difficoltà e dispersione dei comunisti in Italia, l’obiettivo è la costruzione di un grande Partito Comunista all’altezza dei compiti e dei tempi in cui viviamo, collocato attivamente all’interno del Movimento Comunista Internazionale, intransigente nella battaglia ideologica per la sua unità sulla base del marxismo-leninismo, contro il riformismo, il revisionismo, l’opportunismo e la socialdemocrazia.

Art.1-Adesione.

Possono iscriversi al PARTITO COMUNISTA donne e uomini, cittadini italiani ed immigrati di ogni nazionalità che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età, ne accettino l’impostazione ideologica, il programma politico e lo statuto, si impegnino a dare attività in una delle sue strutture, paghino regolarmente la quota tessera stabilita e siano presentati da almeno due compagni già iscritti.

L’iscrizione avviene presso la sezione del luogo di lavoro o di residenza, rigorosamente su base individuale.
E’ istituito un periodo di candidatura a membro effettivo del Partito non inferiore a 3 (tre) mesi, per la necessaria valutazione delle qualità morali, dell’impegno politico e del grado di maturità politico-ideologica del candidato da parte degli organismi dirigenti dell’istanza di base competente, che può approvare o respingere il passaggio a membro effettivo, oppure richiedere un supplemento di candidatura.

E’ incompatibile con l’adesione al Partito l’iscrizione ad altre organizzazioni politiche e tanto più vietata l’adesione e la partecipazione ad associazioni segrete o che comportino particolari vincoli di adesione (sette o logge massoniche). Fanno eccezione:
– l’iscrizione di militanti, residenti all’estero, a partiti comunisti fratelli con i quali esista un accordo per la reciprocità di iscrizione dei loro militanti residenti in Italia, se consentita dai loro statuti. L’iscrizione deve comunque essere approvata dagli organismi dirigenti;
– l’iscrizione di militanti di età fino a 30 anni al Fronte della Gioventù Comunista.
– L’iscrizione ad associazioni di massa come il FUL, l’Anpi ecc.

Art.2- Diritti e doveri.

Ogni iscritto ha il diritto di:
– esprimere liberamente la propria opinione all’interno del Partito, contribuendo alla elaborazione della sua linea politica;
– chiedere e ottenere informazioni e chiarimenti dagli organismi competenti in merito alle decisioni politiche e alle questioni ideologiche;
– partecipare alla elezione degli organismi dirigenti; esser eletto nelle istanze organizzative di qualsiasi livello.

Ogni iscritto è tenuto a:
– partecipare all’attività ed alle riunioni; studiare gli atti e le pubblicazioni del Partito, migliorando costantemente la propria preparazione politica e ideologica e la propria conoscenza del marxismo-leninismo;
– svolgere attività di proselitismo e informazione politica nei luoghi di lavoro, di formazione e nella società;
– rispettare il centralismo democratico e le decisioni prese dalla maggioranza, contribuendo al rafforzamento della disciplina;
– esercitare costruttivamente la critica e l’autocritica, tipiche dello stile comunista, in modo da rafforzare la democrazia interna;
– rappresentare il Partito e diffonderne la linea politica all’interno delle organizzazioni sindacali e di massa di cui fa parte;
– mantenere il riserbo circa le discussioni interne, diffondendo all’esterno, in particolare sui social network, alla stampa e ai mezzi di comunicazione di massa, solo quanto definitivamente approvato come linea ufficiale del Partito;
– vigilare e difendere il Partito in ogni sede, combattendo fermamente l’eclettismo, l’infiltrazione di elementi ideologici borghesi e qualsiasi forma di deviazione dal marxismo-leninismo, contribuendo così all’unità organizzativa, politica e ideologica del Partito.

Art.3-Organizzazione.

Il PARTITO COMUNISTA è organizzato in sezioni nei luoghi di lavoro e territoriali, in comitati federali e regionali e nelle strutture organizzative centrali.

Art.4-La sezione.

La sezione di lavoro o di territorio è l’istanza di base. Deve esser costituita da almeno 5 iscritti nei luoghi di lavoro e da almeno 10 iscritti in quella di territorio.
Elegge un segretario e può costituire una segreteria con incarichi esecutivi funzionali.
E’ consentita deroga nei territori esteri, dove, con l’approvazione della Direzione Nazionale, il minimo di iscritti può essere inferiore.

Art.5-I comitati provinciali e regionali.

I comitati sono costituiti, di norma su base provinciale e regionale, (salvo diversa conformazione dovuta ad esperienze politiche condivise nel tempo, ad es.
comitati metropolitani o più comitati nella stessa provincia). Entrambi possono dotarsi di una segreteria esecutiva funzionale. Entrambi eleggono un segretario e un tesoriere.
Le Federazioni estere continentali sono equiparate al comitato regionale, quelle dei singoli Paesi esteri ai comitati provinciali.

Art.6 -La gioventù.

Il PARTITO COMUNISTA riconosce il lavoro politico sulla questione giovanile e si pone come obiettivo programmatico, impegnativo per tutti gli iscritti, la creazione di un’organizzazione della gioventù comunista organica al Partito, fondata sul marxismo-leninismo, sull’internazionalismo proletario e sull’antimperialismo, come avanguardia del proletariato giovanile.

Art.7- La vita interna.

La vita interna del Partito è regolata dal centralismo democratico.Il dibattito libero, la collegialità della direzione e la comunanza di intenti rappresentano i punti fondanti del funzionamento interno del Partito, che si articola in base al principio della verticalità delle decisioni, delle responsabilità e della comunicazione.

La linea politica e le decisioni stabilite sono vincolanti e devono venire lealmente attuate da tutti. E’ espressamente vietata la costituzione di correnti o di frazioni organizzate. L’esercizio della critica e dell’autocritica, nonché la condanna del carrierismo, del frazionismo e delle forme di lotta interna classiche del malcostume borghese sono altrettanti punti caratterizzanti la diversità della militanza comunista.

Art.8- I congressi.

Per ciascuna istanza organizzativa il massimo organo deliberativo è il congresso.Viene convocato di norma ogni tre anni dal Segretario Generale o su richiesta di un numero di componenti il Comitato Centrale non inferiore ai due terzi dei suoi membri. Il Comitato Centrale ne promulga anche il regolamento.

Il congresso nazionale, costituito dall’Assemblea dei delegati, determina la linea politica generale, delibera in materia di statuto e programma, elegge il Comitato Centrale e la Commissione Centrale di Controllo e Garanzia. Analoghe disposizioni sono stabilite per i congressi regionali, provinciali e di sezione, ad esclusione di quanto riguarda le Commissioni di Controllo e Garanzia, non istituite a questi livelli.

Art.9- Modalità di voto.

Il voto è palese per ogni livello organizzativo, a meno che non sia richiesto diversamente da almeno il 40% dei delegati presenti ed è valido se al momento della votazione sono presenti almeno la metà più uno dei presenti. Tutte le decisioni, ad esclusione delle modifiche statutarie, vengono approvate in base al principio della maggioranza semplice.

Per le modifiche statutarie è richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi del Comitato Centrale e della Commissione Centrale di Controllo e Garanzia in seduta plenaria con votazione e/o sottoscrizione.

I membri, dimissionari o decaduti dagli organismi dirigenti di ogni livello possono essere sostituiti con voto a maggioranza semplice. Sono possibili cooptazioni negli organismi dirigenti ad ogni livello nell’ordine di non più di un decimo dei facenti parte.

Art.10-La Conferenza di Organizzazione.

In caso di particolare necessità, dovuta ad eventuali criticità del momento politico, può venire convocata nel periodo che intercorre tra un congresso e l’altro, con gli stessi criteri di delega che valgono per l’Assemblea dei delegati al Congresso Nazionale La Conferenza di Organizzazione viene convocata e presieduta dal Segretario Generale Art.11- Il Comitato Centrale.

Il Comitato Centrale è l’organismo di direzione politica generale tra un congresso e l’altro.. Elegge, in seduta comune con la Commissione Centrale di Controllo e Garanzia, il Segretario Generale, il Tesoriere Centrale, la Direzione Centrale ed ogni altra eventuale istanza organizzativa. Dopo la prima seduta d’insediamento, viene convocato e presieduto dal Segretario Generale. In mancanza, la sua convocazione può essere richiesta da un numero non inferiore ai due terzi dei suoi membri effettivi.

Art.12- La Direzione Centrale.

La Direzione Centrale è l’organo esecutivo che dirige il Partito tra una convocazione e l’altra del Comitato Centrale, verifica la realizzazione della linea politica, discute ed approva le candidature per le elezioni politiche nazionali, amministrative locali ed europee, nomina i responsabili delle commissioni di lavoro ed assegna altri incarichi funzionali centrali.

E’ presieduta e convocata dal Segretario Generale. Ne sono membri di diritto il Segretario Generale, a cui viene assegnata la titolarità esclusiva del simbolo del Partito, il Tesoriere Centrale, che assume la rappresentanza legale del partito, il Presidente ed il Vicepresidente della Commissione Centrale di Controllo e Garanzia.

La Direzione Centrale è articolata in due uffici: l’Ufficio Politico, che dirige il Partito tra una convocazione della Direzione e l’altra, composto principalmente da compagni che ricoprono incarichi centrali, attinenti alle politiche generali del Partito, e l’Ufficio d’Organizzazione, composto principalmente da Segretari regionali e di grandi aree metropolitane, che si occupa dell’attuazione operativa delle decisioni e del collegamento tra il centro e le organizzazioni locali. Il Segretario Generale presiede e convoca entrambi gli Uffici.

Art.13- La Conferenza delle lavoratrici e dei lavoratori.

E’ istituita la Conferenza Nazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori. E’ coordinata dal Responsabile delle politiche del lavoro e convocata dal Segretario Generale. Si riunisce per dibattere le questioni concernenti il mondo del lavoro e l’impegno sindacale. La Conferenza è l’espressione del Fronte Unitario dei Lavoratori, metodo di organizzazione dei lavoratori comunisti nei vari sindacati.

Art.14- La Commissione Centrale di Controllo e Garanzia.

La Commissione Centrale di Garanzia e Controllo concorre, insieme agli altri organismi dirigenti, alla crescita del Partito e, in tal senso, fa riferimento e richiama alle più alte motivazioni ideali che da sempre costituiscono il patrimonio essenziale del costume comunista.

La Commissione vigila sull’applicazione dello Statuto, sulla correttezza e conformità dei comportamenti dei membri e dei dirigenti del Partito, sia all’interno che all’esterno di esso, sul rispetto della linea politica adottata, sul radicamento dell’ideologia marxista-leninista all’interno del Partito. Essa è composta da cinque membri ed elegge al suo interno il Presidente e un Vicepresidente Vicario, entrambi con diritto di voto all’interno degli organismi dirigenti, a differenza degli altri suoi componenti che hanno solo diritto di parola.

La Commissione decide di ogni questione disciplinare, di applicazione e di interpretazione dello statuto, nonché di eventuali contenziosi sorti a livello territoriale.

Può inoltre sciogliere, di concerto con il Segretario Generale e la Direzione Centrale, gli organismi politici territoriali, affidandone la gestione ad un commissario, che ha il compito, per un periodo di tempo prefissato, di garantirne la continuità politica e finanziaria fino ad un nuovo congresso territoriale.

Art.15- Le sanzioni disciplinari.

Si ricorre a sanzioni disciplinari solo dopo aver esperito tutti i tentativi politici necessari ad evitare la via disciplinare, previa comunicazione all’interessato.
Le sanzioni disciplinari sono articolate in:
– richiamo formale;
– sospensione temporale dall’organizzazione e/o dagli incarichi direttivi; – espulsione;
– radiazione.
L’eventuale sospensione cautelare non costituisce sanzione disciplinare, ma viene decisa per tutelare l’organizzazione e/o il compagno interessato. Non è contemplata l’autosospensione.

L’elezione negli organismi dirigenti di qualsiasi livello avviene sulla base del riconoscimento delle capacità e dell’impegno dello stesso, non per sola rappresentatività territoriale e comporta l’assunzione della relativa responsabilità da parte del compagno eletto nei confronti del Partito. Pertanto, dopo 3 (tre) assenze consecutive alle convocazioni dell’organismo di appartenenza, ancorché giustificate, constatata l’oggettiva impossibilità, comunque motivata, a ricoprire efficacemente il ruolo dirigente, l’assente decadrà automaticamente e potrà essere sostituito.

Art.16- La Conferenza dei Tesorieri.

E’ istituita la Conferenza Nazionale dei Tesorieri. Si riunisce su convocazione del Tesoriere Centrale. Ha il compito strategico di programmare e gestire l’autofinanziamento, con obbligo di rendiconto al Comitato Centrale e alla Direzione Centrale.

Art.17- L’autofinanziamento.

L’autofinanziamento è il mezzo fondamentale di sostentamento del PARTITO COMUNISTA che fa della critica della odierna politica di mestiere uno dei cardini della propria proposta politica.
Il tesseramento, le quote di autofinanziamento obbligatorie per i gruppi dirigenti di ogni livello, le feste popolari e le altre attività di sottoscrizione popolare costituiscono l’ossatura fondamentale del reperimento delle risorse economiche.

Per l’autofinanziamento è previsto un apposito regolamento più dettagliato, allegato al presente statuto. Il bilancio ogni anno verrà predisposto a livello nazionale e locale, discusso ed approvato dagli organi competenti: il bilancio nazionale dalla Direzione Centrale e dalla Conferenza dei Tesorieri, quelli locali dai comitati regionali e provinciali), per favorire il controllo e la gestione democratica delle risorse.

Art.18-Le cariche pubbliche elettive.

Le cariche pubbliche elettive non sono il fine della prassi politica comunista.
Le elezioni a qualunque livello costituiscono una verifica del lavoro svolto e un’occasione di tribuna per meglio propagandare le posizioni dei comunisti. Agli eventuali gruppi consiliari o parlamentari non è consentita alcuna autonomia politica organizzativa dal Partito, che resta sovrano nel decidere la linea politica e la sua attuazione anche nelle assemblee elettive.

Qualunque carica elettiva, conseguita in nome e per conto del PARTITO COMUNISTA può essere retribuita con una somma comunque non superiore allo stipendio di un lavoratore in trasferta. La restante parte dell’indennità percepita e di ogni altra voce di rimborso deve essere versata direttamente al tesoriere dell’istanza territoriale corrispondente. L’impegno va sostenuto con un apposito regolamento che verrà redatto ad ogni singola elezione da parte del Tesoriere Centrale di concerto con la Commissione Centrale di Controllo e Garanzia. Le cariche, derivanti da candidature del PARTITO COMUNISTA nelle assemblee elettive, non sono cumulabili.

Art.19 – Tessera, simboli e inni.

La tessera debitamente sottoscritta dall’iscritto attesta la regolare iscrizione e impegna il militante al lavoro politico.
Dopo la presentazione alle elezioni politiche del 2013 il simbolo elettorale è il seguente: “Cerchio di colore grigio, con inscritto un quadrato con stella, falce e martello di colore bianco al centro su sfondo rosso. All’interno del quadrato, nella parte inferiore (sotto la stella, falce e martello) vi è dapprima la scritta PARTITO in colore bianco, più in basso la scritta COMUNISTA in colore bianco su fascia nera”.
Il simbolo è nella disponibilità, per elezioni nazionali e locali, del Segretario Nazionale che può delegare altri compagni per l’uso a livello territoriale. Gli inni del PARTITO COMUNISTA sono l’Internazionale e Bandiera Rossa.

Art.20- Disposizioni finali.

Il seguente statuto regola la vita del PARTITO COMUNISTA dal secondo al terzo Congresso e, in tale periodo, può esser modificato solo con votazione o con sottoscrizione superiore ai due terzi dei membri del Comitato Centrale.