La bellezza di chi seppe scegliere

(di Tiziano Tussi – Candidato sindaco del Partito Comunista)

La bellezza della Resistenza. La bellezza dei resistenti, i partigiani. Da tempo mi viene in mente questo sincretismo: bellezza e partigiani. Ed anche durante il nostro recente congresso nazionale tale evidenza appariva reale. Bastava guardare bene i visi dei delegati partigiani. Bastava osservare l’imponenza dei loro volti per capire come fosse vero ed allo stesso tempo sorprendente che la bellezza abita nei loro corpi. Imponenti, attenti, presenze che non possono passare inoservate. La loro esistenza marchiata da quell’atto di ribellione al potere nefasto, nazifascista. Ha marchiato la loro essenza umana per sempre. Ed a sessant’anni e più di distanza da quelle operazioni, da quell’esperienza fortissima, eccoli ancora presenti nel panorama politico, nel panorama culturale. Presenti ed attenti agli interventi, ai richiami all’ideale, in questo forse un po’ mazziniani, ma comunque vigili. L’Italia repubblicana che essi sentono una loro creatura, i rapporti sociali deteriorati che li fanno soffrire, la politica spettacolo, la Costituzione e la sua difesa, la Costituzione che non deve essere stravolta. Uomini gravi, seri, ma pronti alla battuta salace, le donne candide, attentissime, sveglie, pronte a capire il senso principale delle questioni. In fondo, né uomini né donne fatti per le sottigliezze di questa politica truffaldina, dei bizantinismi di oggi. Occorre andare a segno. Compiere l’azione, il comando. Un vecchio partigiano, che da qualche anno ci ha lasciato, mi diceva spesso “noi partigiani moriamo con il fegato spaccato a vedere quello che sta venendo avanti. A vedere che ciò che abbiamo fatto allora viene calpestato e svillaneggiato”. Infatti dopo la guerra non pochi furono i casi di espatrio. E non solo per ragioni meramente politiche. Insomma, un’attenzione alla cosa pubblica, a come sta andando la nostra vita sociale e politica che non inficia, ma anzi rende ancora di più la bellezza che traspare dai loro volti. Una presenza certa. Fino all’estremo essi sono e saranno sempre una colonna dell’Italia democratica, dello spirito democratico. Una bellezza che scomparirà con loro. Un momento della nostra storia patria che non può ricrearsi in altri, con quell’intensità. Altri sono stati, dopo la seconda guerra mondiale, i momenti critici attraversati dal nostro Paese, altri sono stati suoi lati oscuri – Scelba, la strategia della tensione, il terrorismo interno – ma i partigiani sono sempre stati vigili, hanno accompagnato l’evolversi della difficile vita dell’Italia. Rimanendo in ogni caso un’eccezione. Altre eccezioni si sono formate, altre se ne formeranno. Ma quella resistenza è quell’eccezione, quella bellezza. Unica.

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