In Venezuela al voto

Di Luis Matute

 Solo a poche ore dall’inizio del processo elettorale venezuelano, già nella tenda della stampa del CNE e con tanto freddo, si stanno concentrando dalle prime ore del mattino, dopo la revisione meticolosa fatta da parte degli specialisti della Sicurezza del governo, giornalisti, corresponsali, fotografi, operatori televisivi e personale della logistica, che assisteranno ad uno degli eventi elettorali più importanti della storia politica del Venezuela. Certo è che, lo scorso 11 aprile, è finita la campagna elettorale più breve fatta nella REpublica Bolivariana del Venezuela, che si caratterizza come il paese con il sistema elettorale più avanzato. Questo si deve agli infiniti apporti realizzati dallo scomparso leader della Rivoluzione Pacifica Venezuelana, il  Comandante Presidente Hugo Rafael Chávez Frías.

Già adesso, le strade della euforica Caracas, una delle capitali più costose e pericolose del mondo secondo le statistiche, sono affollate di gente. I due rivali del processo elettorale, con le loro proposte, hanno promesso di ridurre al minimo la delinquenza e la corruzione che affligge il glorioso e combattivo popolo venezuelano, in evidenza negli ultimi tempi come popolo del paese leader della Grande Patria chiamata Latinoamerica.

“Per quanto riguarda gli osservatori internazionali, questi sono dispiegati per tutto il territorio dello Stato”. Sono le parole della vicepresidente del Consiglio Nazionale Elettorale, Sandra Oblitas.

Inizia così il primo impatto con la stampa nazionale ed internazionale nella tenda della stampa del CNE. Ha spiegato che cinque organizzazioni nazionali, che includono 3435 osservatori, sono già accreditate per il controllo del sistema di voto e che sono stati anche accreditati i 170 rappresentanti che parteciperanno all’informazione internazionale di questa domenica. In più la giornata di questo 14 aprile, sono stati ammessi 20 accompagnatori per ogni candidato alla Presidenza.

Il popolo venezuelano è stato invitato a presentarsi alle urne in questa importante giornata che vede gli occhi del mondo puntati sul paese.

Da parte sua il presidente incaricato Nicolás Maduro, ha ricevuto al Palazzo di Miraflores la delegazione internazionale con gli osservatori e dopo averli aver dato  loro il benvenuto, ha detto: “Se vinco, rispetterò e se perdo, con la stessa umiltà di Chavez, lo rispetterò”.

A parte le parole Nicolás Maduro che  ha chiuso la sua campagna elettorale nella Avenida Bolivar di Caracas, già conosciuta perchè prima di lui Chavez aveva fatto lo stesso, la gente si è riversata in sette grandi viali che si sono riempiti di un immenso manto rosso. Da parte sua, il candidato della fazione opposta, Henrique Capriles Radonski, ha chiuso la sua campagna a Barquisimeto, una regione occidentale conosciuta come la capitale della musica nello stato Lara, dove ha ballato ed ha chiesto a Dio e alla Divina Pastora (protettrice del Venezuela) di poter vincere.
Fra qualche ora la Repubblica Boliariana del Venezuela conoscerà il risultato elettorale, vedrà se continuerà un processo costruito con tanti sforzi, un processo lasciato in mano al popolo che lo dovrà portare avanti, il Socialismo del 21esimo secolo o di tornare ai governi liberali che per 40 anni hanno dominato il paese. Il Socialismo sarà ciò che i più poveri nel popolo venezuelano porteranno avanti con le mani di Nicolas Maduro.

Tutti a votare in pace!
Il Venezuela deciderà!

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