In Lombardia siamo in guerra. Senza che ci siano gli eserciti in campo.

I contagiati sono ormai decine di migliaia, i morti si contano a migliaia. E ogni giorno i numeri crescono di migliaia di unità. Senza contare le decine di migliaia di positivi asintomatici non censiti ma esistenti, grazie anche alla giunta regionale Fontana che ha messo in campo una politica dei tamponi folle e criminale.

Il tempo della caccia ai colpevoli verrà, verrà il nostro 25 luglio ’43, verrà il nostro 25 aprile, anche se le responsabilità diffuse di questa catastrofe sono già oggi evidenti, per chi le vuole vedere.

Per adesso, ci limitiamo a constatare che la scelta più criminale è quella di Confindustria Lombardia, che ha preteso di lasciare in attività i siti produttivi, più concentrati nelle provincie di Bergamo e Brescia. Provincie che oggi stanno facendo i conti con i morti, che ormai si contano a cataste.

Confindustria Lombardia, rappresentata degnamente dal trio Bonometti (Presidente di Confindustria Lombardia), Bonomi (Presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza) e Pasini (Presidente di Associazione Industriale Bresciana) ha imposto sin dal 21 Febbraio la prosecuzione dell’attività produttiva delle industrie in larga parte non strategiche e l’autoregolamentazione dei protocolli sanitari da applicare nelle aziende. Una politica che è stata sostanzialmente avallata dal Governo nazionale, con la cosiddetta intesa tra le parti sociali del 14 marzo, che sostanzialmente demanda alle imprese la vigilanza sulla sicurezza sanitaria. A quelle stesse imprese in cui ogni anno si verificano migliaia di morti sul lavoro. I sindacati confederali, ovviamente, sono altrettanto complici. Landini in testa, che esprime pure soddisfazione.

Confindustria Lombardia ha fatto una scelta chiara, non fermando la produzione nei settori non essenziali e condannando potenzialmente a morte migliaia di lavoratori. Tutto per la solita sete di profitto dei padroni.

L’appello che noi Comunisti rivolgiamo ai lavoratori impegnati nelle filiere strategiche (agro-alimentare, logistica, farmaceutico, sanitario, telecomunicazioni, distribuzione) è:

SE SECONDO I PADRONI SIETE IN GRADO DI LAVORARE

E RISCHIARE LA VITA IN PIENA EMERGENZA SANITARIA,

ALLORA SIETE IN GRADO DI ESTROMETTERE I PADRONI

E ORGANIZZARE VOI STESSI IL VOSTRO LAVORO!

SE LAVORATE IN FILIERE NON STRATEGICHE, SCIOPERATE!

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