Impianto di pirolisi a Retorbido: una “vittoria di Pirro”

Com’è finita la questione dell’impianto di pirolisi per il recupero a caldo dei pneumatici usati nella città Retorbido, nel pavese, sulle aree della ex Valdata?
Non è affatto conclusa!
La Regione Lombardia ha accolto recentemente le 49 osservazioni del Comitato dei cittadini e delle cittadine di Retorbido che mettono in evidenza tutti gli aspetti negativi dell’impianto che la società Italiana Energetica Tire (IET) vuole realizzare. La Regione ha dato un mese e mezzo di tempo, più altri eventuali 45 giorni, alla IET, per rispondere a quelle osservazioni e per modificare, all’occorrenza, il progetto già presentato.
A chi grida già, “vittoria”, per questa ennesima dilazione dei tempi della Regione per dire sì o no all’impianto di pirolisi, diciamo che a noi sembra una “vittoria di Pirro”.
In una Regione normale, le 49 osservazioni del Comitato, le indicazioni d’uso sull’area ex Valdata contenute nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia (PTCP) e le oltre 17 mila firme della popolazione contro l’impianto, sarebbero più che sufficienti per negare l’autorizzazione alla IET.
Evidentemente la IET ha qualche santo protettore in paradiso che non disdegna, all’occorrenza, di scendere nella Regione dei “lumbard” e perfino a Retorbido e dintorni per difendere gli interessi, non certo religiosi, dei propri fedeli.
Il Partito Comunista della Regione Lombardia ritiene, oggi più di ieri, che il Piano di Governo del Territorio (PGT) del comune di Retorbido debba cambiare la destinazione d’uso dell’area ex Valdata uniformandola a quella indicata nel PTCP d Pavia. E’ assolutamente assurdo che quest’area sia ancora destinata all’attività industriale, in un contesto territoriale totalmente agricolo e in contrasto col PTCP vigente che ha inserito quest’area in un corridoio ecologico verde. Si fa inoltre presente che per legge il PTCP ha una valenza ambientale-paesaggistica dove le indicazioni di questo tipo sono prevalenti su quelle della pianificazione comunale, che va considerata fuori-legge se non le rispetta.
Solo quando l’amministrazione comunale di Retorbido rispetterà integralmente il piano territoriale provinciale sull’area della ex Valdata, si potrà dire che la lotta della popolazione contro le minacce alla propria salute, derivabili dall’ancora possibile realizzazione dell’impianto in questione della società IET, sarà quasi vinta.

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