Il 25 aprile non appartiene ne a Renzi ne a Salvini: è della classe lavoratrice.

Feb 20, 2016 No Comments by

Il leader della Lega Salvini, forse per “coprire” recenti scandali in cui sono stati coinvolti esponenti del suo partito, ha annunciato provocatoriamente che, il prossimo 25 aprile, terrà una manifestazione “di liberazione da Renzi”. Tra le altre amenità ha affermato che “c’è qualcuno che sta cercando di portare il regime sovietico in Italia” e che “Renzi si sta comportando come Stalin”.

Le affermazioni di Salvini sulla natura “sovietica” dell’attuale governo sono talmente ridicole da non meritare una risposta.

Tuttavia questa iniziativa si rivelerà in realtà come un sostegno e un’ottima occasione offerta dalla Lega allo stesso Renzi per tentare di ricompattare una sinistra intorno al cosiddetto Partito Democratico, in nome dell’antifascismo e dell’antileghismo.

Ci preme ricordare innanzitutto che il governo Renzi è oggi il principale responsabile del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro nel paese (e con questo non intendiamo assolvere i governi che lo hanno preceduto: Letta, Monti, Berlusconi, Prodi, ecc.) e, a livello internazionale, è un sostenitore, insieme all’Unione Europea ed agli Stati Uniti, di un governo golpista dichiaratamente filonazista come quello ucraino. Questo tanto per chiarire che il partito di Renzi non ha nulla a che spartire con i valori ed i principi per i quali i partigiani hanno lottato e sacrificato la loro vita.

Il cosiddetto Partito Democratico, malgrado cerchi di nascondersi dietro un paravento “democratico”, svela ogni giorno di più la sua vera natura: che è profondamente reazionaria. Lo sanno bene i lavoratori, gli operai, gli studenti che hanno provato sulla propria pelle le manganellate della polizia. Il cosiddetto Partito Democratico è destinato a colpire sempre più spesso ogni forma di dissenso verso il Governo e il potere della borghesia. Chi ancora si ostina a sostenere con il proprio voto questo partito, sostiene in realtà i settori più apertamente reazionari e imperialisti della borghesia italiana. Tutti i partiti della finta sinistra che, anche a livello locale, cercano qualsiasi tipo di alleanza o apparentamento anche ai ballottaggi con il PD, si fanno complici di questo partito.

Vogliamo ricordare a tutti solo due recenti episodi: la gravissima provocazione messa in atto a Milano dal cosiddetto Partito Democratico durante il corteo di celebrazione dello scorso 25 aprile e la concessione del Famedio data dall’attuale giunta milanese di Pisapia al fascista Servello.

Lo scorso 25 aprile, durante il tradizionale corteo di celebrazione della Liberazione dal fascismo e dal nazismo, il cosiddetto Partito Democratico ha impedito a migliaia di cittadini di sfilare e raggiungere Piazza del Duomo, dove si sarebbero tenuti i comizi conclusivi. Con il pretesto di voler proteggere la presenza di rappresentanti dell’Associazione amici di Israele e della Brigata ebraica il cosiddetto Partito Democratico ha in realtà cercato di impedire ogni possibile contestazione che avrebbe potuto danneggiare l’immagine di festa popolare e di consenso ai rappresentanti delle istituzioni governate dallo stesso PD.

Lo scorso ottobre la Commissione Consiliare per le onoranze al Famedio, presieduta da Basilio Rizzo, eletto con i voti di “Sinistra per Pisapia – Federazione della sinistra”, e composta da membri della maggioranza e minoranza del consiglio comunale, ha approvato all’unanimità l’iscrizione del fascista Franco Servello al Famedio del Cimitero Monumentale.

Questi due semplici episodi sono rivelatori della autentica natura del PD che, nel prossimo futuro, si manifesterà sempre più apertamente contro ogni forma di dissenso verso il governo e il potere della borghesia. Ci aspettiamo che il PD non perderà l’occasione offerta da Salvini e chiamerà, il prossimo 25 aprile, tutti i sinceri democratici, a manifestare contro la Lega (e per sostenere il PD alle prossime elezioni amministrative!). Così pure siamo sicuri non mancheranno cosiddetti servizi d’ordine per impedire ogni forma di manifestazione di dissenso contro lo stesso PD.

A tutti vogliamo ricordare che non bastarono le squadracce di camice nere, gli assassinii, i pestaggi, le migliaia di anni di carcere e confino inferti agli antifascisti, per salvare il regime fascista dal proprio ineluttabile destino. Servano da monito le parole pronunciate da Pietro Secchia: “La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, queste parole non sono state scritte a caso, ma avevano ed hanno un preciso significato. Chi ha dettato ed approvato quel primo articolo della nostra Costituzione sapeva che è impossibile governare un paese civile, è impossibile governare democraticamente senza e contro gli operai organizzati, senza e contro la classe operaia ed i lavoratori uniti. Non si fanno funzionare permanentemente le fabbriche né le scuole di un paese capitalisticamente avanzato con la repressione”.

Antifascismo, Comunicati

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