Hic Rhodus, hic salta

di Tiziano Tussi

Elezioni amministrative. Primo turno finito. Ora ai ballottaggi. Rispetto alla scorsa edizione si è ancora più assopito il trend valoriale. Ancora più astensionismo, in molte città grosse circa il 12/13 % in meno, ed un dato nazionale di circa il 5,5%. Ma ripeto è nei comuni più grossi che c’è stato ancora più forte astensionismo. A Milano, per esempio, poco più del 54% si è recato alle urbe. Fa ben sperare per i prossimi ballottaggi.

La sinistra più a sinistra prende poco o nulla. Ci si aggira sul 3%. Liste di classe con percentuali ancora minori, non si arriva ll’1%. Le preferenze personali date a chi sta in televisione un giorno sì e l’altro pure si aggirano attorno a poche migliaia di voti. Facce note raccolgono a volte solo poche unità di preferenze. Quando si grida al miracolo si arriva ad ottomila o poco più, come Salvini; per la Pivetti a Roma, un tempo terza carica dello Stato, siamo sulle 1.300; Paolo Guzzanti ben 58 (cinquantotto), Maria Fida Moro, poco più di 400cento; le due Mussolini, assieme, superano a fatica le duemila; Maroni, a Varese, ben 328; Bedori, personaggio centrale della recita grillina a Milano, poco più di 1200; il massimo toccato alla Gelmini a Milano, 12mila.

Se leghiamo assieme questi dati dobbiamo dire che agli italiani non interessa poi molto chi governa, tanto mettono tutti nello stesso calderone. I voti ai partiti ed al movimento grillino sono stati inferiori al passato ma ognuno può fare riferimento a qualche luogo in particolare per gridare alla vittoria.

Quindi si potrebbe dire che andare a votare non serve. Ma serve starne fuori? Sembrerebbe di no! Non vi è nulla di socialmente significativo che a livello di grande impatto si stia sostanziando in alternativa al “cretinismo parlamentare” nei vari livelli. Ne esce veramente un senso di sfiducia e di disinteresse. Da tempo è così ed è così sempre più. I politici dovrebbero interessarsi a questi esiti in termini culturali. Lo faranno? Penso proprio di no! Dovrebbero mettere in atto pensieri intelligenti ed analiticamente seri e utili. Ma l’utilità sociale è difficile raggiungere, meglio che sia di piccolo cabotaggio. Staremo a vedere i ballottaggi, le percentuali degli elettori allora, gli apparentamenti che si verificheranno in queste due settimane che ci separano dal voto, a dispetto di proclami immensi ed massimalisti tipo “mai con….”. Il Paese sembra sempre più allo sbando ed andare a votare a ridosso di un ponte di vacanze, unico di questo periodo, non ha certo favorito. Un pensiero perverso e cosciente che solo politici alla canna del gas hanno potuto escogitare per fare leva solo su risicati gruppi di affezionati, per tenersi buono qualche scampolo di fidelismo per i pochi incrollabili elettori.

Fare le pulci, nelle grosse città, cercando chi ha vinto e/o perso appare quanto meno penoso. La passione per mettere nelle istituzioni il rappresentante di quello che è il mio pensiero, non sfiora gli elettori, che non hanno più pensieri politici da discutere, al massimo cercano di sopravvivere, in qualche modo in questo marasma, in questo non luogo della società che è ora l’Italia. Tutto il mondo è Paese? Si certo, ma noi viviamo in questo Paese. Hic Rhodus, hic salta diceva il vecchio Marx (Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte).

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