Grande è il disordine sotto il cielo, ma la situazione non è eccellente

di Tiziano Tussi

Elezioni. Intanto un’osservazione che pare banale, ma non lo è: hanno votato gli italiani. Quindi non diciamo né accettiamo nulla che sia simile ad una analisi sul “voto sbagliato”. Il voto è sempre il risultato di un percorso, fatto a diverse velocità, ma ad un percorso.

Gli italiani hanno votato prendendo per buono quanto gli è stato detto in giorni, settimane e mesi: tutti a casa, da parte di Grillo; restituirò l’IMU e simili, da parte di Berlusconi; bofonchiamenti su giaguari da smacchiare da parte di Bersani e imitazioni azzeccate di Crozza per Ingroia.

Gli italiani hanno votato quello che hanno visto, che hanno sentito. Anzi sono stati ancora più intelligenti di quanto i mezzi di informazione gli hanno fatto vedere. Intanto a Monti pochi voti. I suoi ballerini di seconda fila hanno toppato malamente. Molti non sono neppure entrati in Parlamento e ben gli sta.

Non sono andati a votare tutti quelli che hanno votato la scorsa volta. Un 6% circa in meno corrisponde , più o meno, a due milioni e mezzo di voti che mancano. Sommiamo bianche e nulle – oltre un milione – ed arriviamo ad un bel gruzzolo di schede che vanno ad aggiungersi all’astensionismo delle scorse elezioni, altri nove milioni di voti.

Questi numeri danno il senso di una disaffezione che non ha avuto nessun grillo per la testa. Il movimento 5 stelle non ha inciso sull’astensionismo né sul resto della disaffezione e quindi occorre dire politicamente che i suoi voti fanno parte del recinto di chi era già convinto di votare e che altre volte ha votato differentemente ed ora si è rivolto a Grillo. Per altro personalmente non presente in Parlamento.

Il centro sinistra ha raccolto la scialba campagna elettorale che ha condotto e Berlusconi ha dimostrato di conoscere bene gli elettori che lo hanno votato ancora in massa. I suoi alleati franano e solo la vittoria di Maroni in Lombardia li può ringalluzzire, anche grazie alla grillina che prende un inutile 13% circa. La Lega si rintanerà ancora di più al Nord con tutto il campionario di indipendenza padana che ne conseguirà.

La possibilità che si torni a votare a breve non è da scartare ed in quel caso vedremo la tenuta dei vincitori di oggi. Certo se all’elettore non viene data altra alternativa che lo show urlato sulle piazze da un bravo comico questi poi alle urne si baloccherà tra una novità senza sbocco oppure ritornerà a votare l’impresentabile ma sempre presente Berlusconi.

La politica è cosa seria. Non basta urlare “tutti a casa”. Poi bisognerà anche governare ed è veramente paradossale che il raggruppamento vincitore reale delle elezioni sia guidato dall’esterno del Parlamento. Vedremo Grillo occupato giorno e notte a dare informative ed indirizzi di voti e di alleanze, legge per legge, ai suoi che stanno dentro, lui da fuori. Ci sarà da ridere. Ma gli italiani si sono fidati ed hanno detto “tutti a casa”. Vedremo chi governerà il nulla.

Chiudiamo con la sinistra: scomparsa. Tutti i partiti, i gruppi, i movimenti che si richiamano alla sinistra di classe hanno toppato ancora una volta. Mettersi sotto l’ala di Ingroia non è servito a nulla. L’inconsistenza di questa proposta è venuta sempre più a galla, con il passare delle settimane, sempre più chiara. Tutti i capi delle tribù che si sono posti sotto il brutto simbolo di Rivoluzione civile, già assurda come titolazione, hanno miseramente fallito. In Italia era presente, solo qualche hanno fa, un movimento comunista di una qualche decenza. Liquefatto! E non parliamo, per carità, delle liste che hanno raccolto frattaglie andando da sole, ce n’erano due.

Sarebbe il caso che ognuno di questi capi senza esercito riflettessero un pochino e se ne stessero zitti e fermi per anni a meditare sulla loro insipienza. L’analisi di classe è cosa seria ma anche una prassi di classe lo è. Necessita intelligenza. Solo il miraggio del seggio parlamentare non la può sostituire. C’è da ricominciare da capo e senza le macerie di personaggi che sono solo una iattura per tutti. C’è bisogno di nuove capacità. La tradizione di sinistra in Italia merita senz’altro di più.

“Grande è il disordine sotto il cielo” diceva Mao, ma occorre cambiare il finale della citazione, “la situazione non è eccellente”.

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