Gli ospedali devono appartenere al popolo

Ci troviamo alla vigilia di un cambiamento storico epocale.

Le conseguenze dell’epidemia del COVID-19 si ripercuoteranno negli anni a venire. Il tasso di mortalità di questo virus non è enorme. Tuttavia è una malattia che, per le sue caratteristiche di contagiosità, è in grado di infliggere un colpo devastante non solo al sistema sanitario, ma anche all’economia del paese, all’occupazione, alle istituzioni e infine anche all’esercizio delle libertà civiche. Gli effetti sul nostro sistema sociale ed economico saranno paragonabili a quelli di una guerra mondiale.

Il costo di ogni paziente che debba effettuare un soggiorno sanitario in un ospedale per circa quattro settimane (come è nel caso del COVID-19), sarà probabilmente di alcune decine di migliaia di euro.

A questo andranno aggiunti i costi degli equipaggiamenti straordinari per l’isolamento, i farmaci e tante altre voci. Moltiplichiamolo per tutte le persone che dovranno essere ricoverate nei prossimi mesi e otterremo cifre enormi.

La zona fino ad ora interessata dalla quarantena è il motore economico del paese e le prime stime già parlano di perdite tra 10 e 30 miliardi di euro. Ma non tengono conto del fatto prevedibile che le zone ora soggette alla quarantena aumenteranno e che verranno coinvolti anche gli altri paesi europei.

Considerando non solo gli ammalati, ma tutti coloro che dovranno abbandonare anche solo temporaneamente la propria attività lavorativa, verranno perse milioni di ore di lavoro. Pensiamo a tutte le attività fin da ora in crisi, nel settore turistico (alberghi, aerei, ristorazione), nel commercio, ecc. Le piccole attività soccomberanno. I lavoratori senza tutele verranno lasciati a casa. Alla fine i posti di lavoro perduti si conteranno a centinaia di migliaia se non a milioni.

Una enorme massa di famiglie che improvvisamente si troverà nell’impossibilità di far fronte alle spese ordinarie, a poter pagare un affitto, un mutuo: milioni di famiglie gettate nella miseria.

Uno scenario catastrofico? Si. Come avevamo previsto, a solo poche ore di distanza il nuovo Decreto del Governo che ha messo in quarantena la Lombardia e altre 14 province (per ora!), non fa che confermare le nostre ipotesi iniziali.

Sia chiaro, le misure che limitano gli spostamenti e le attività nelle zone in quarantena, assolutamente straordinarie ed attuate in passato solo in tempo di guerra, sono del tutto indispensabili. Purtroppo giungono in ritardo oltre ad essere state adottate in modo approssimativo e dilettantesco. La popolazione è stata oggetto dapprima di una campagna volta a terrorizzare identificando nel “pericolo giallo” l’untore da sacrificare sull’altare della propaganda. Poi si è cercato di invertire la situazione proponendo improbabili brindisi alla “ripresa” per tranquillizzare le masse.

L’intera classe politica che ha governato il paese negli ultimi trent’anni è responsabile di tutto ciò oltre che della distruzione del sistema sanitario nazionale ed ha quindi ampiamente dimostrato il proprio fallimento e la propria incapacità ad affrontare questa crisi.

Nessuna misura è stata presa dal Governo per tutelare in qualche modo i lavoratori dagli effetti dell’epidemia e dei provvedimenti fin qui presi per contrastarla.

Anzi, proprio i lavoratori saranno chiamati da questo Governo a sopportare sulla propria pelle il peso e gli effetti della crisi.

La verità è che questo Governo non è in grado nemmeno di promettere o garantire la sicurezza ai suoi cittadini.

Per questo i lavoratori non devono avere alcuna fiducia nelle capacità di questo Governo di affrontare questa crisi e risollevare le sorti del paese.

In questa situazione chiedere a questo Governo una qualsiasi azione in difesa o a tutela dei lavoratori equivale ad appellarsi alla clemenza della corte, o, peggio, chiedere alla volpe di fare da guardia al pollaio.

Quando ottant’anni fa il fascismo ha condotto il paese alla guerra e alla rovina, è solo grazie alla classe operaia e ai lavoratori che è stato possibile prima sconfiggere il fascismo e poi ricostruire il paese. Ebbene, oggi come ieri, solo la classe lavoratrice è in grado di prendere in mano le sorti del paese e condurlo fuori da queste acque burrascose.

Questo governo potrà difendere solo gli interessi dei padroni e delle multinazionali. Ma solo i lavoratori potranno difendere gli interessi del popolo italiano.

Gli ospedali devono appartenere al popolo, ai lavoratori e non alle società per azioni che lucrano sulla salute e la pelle della gente.

I lavoratori devono cominciare ad organizzarsi e lottare contro il coronavirus, ma anche contro un virus molto più letale: i padroni. Nessun’altra soluzione è più praticabile.

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