GEFCO – Capitolo 2

La situazione per i ventuno lavoratori #GEFCO licenziati sembra delinearsi: sei dipendenti potrebbero essere integrati dalla Züst Ambrosetti a Cusago (MI), azienda controllata da #Geodis, multinazionale francese della logistica e trasporti, concorrente di Gefco, che prenderà in gestione da settembre le rotte nazionali, mentre agli altri dipendenti è stata offerta un’ottima buona uscita, in accordo col sindacato, in modo tale da impedire l’avvio di qualsiasi vertenza. 

Il magazzino GEFCO di Pregnana Milanese (MI) sempre a settembre dovrebbe essere chiuso per ristrutturazione, per poter ospitare, dai primi di gennaio 2020, il magazzino logistico della Opel (casa automobilistica del gruppo PSA) che quasi sicuramente sarà trasferito da Roma, con il conseguente licenziamento dei dipendenti romani. Stessa sorte potrebbe toccare alla sede Gefco di Calenzano (FI).

Le multinazionali per essere concorrenziali nella giungla del mercato globale necessitano continuamente di fusioni, delocalizzazioni e “ristrutturazione del personale” in modo tale da avere sempre un più alto margine di profitto a scapito dei lavoratori. Quelle che, negli incontri di formazione nelle aule dell’Executive MBA della Luiss Business School, i dirigenti Gefco presentano come casi di studio, nella realtà sono veri e propri casi di mattanze dei lavoratori.

La verità è che, all’attuale stadio del capitalismo, la concorrenza non solo non esclude il monopolio, ma tende a generare concentrazione ed esclusione sociale. 

Invitiamo pertanto i lavoratori all’unità e alla massima vigilanza nei loro luoghi di lavoro.

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