Expo2015: nutrire i soliti noti

Nov 02, 2014 No Comments by
Le aree del Comune di Milano e limitrofi interessate dai lavori Expo

Le aree del Comune di Milano e limitrofi interessate dai lavori Expo

La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), per niente impressionata dalla moria giudiziaria di manager, ”tecnici”,politici, imprenditori e mafiosi che sta colpendo la realizzazione dell’evento, ha dichiarato il 2015 anno internazionale dei suoli che dovrebbero garantire la nostra sicurezza alimentare, fornendo così un formidabile “assist” politico e culturale all’Expo dal titolo:“Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Premesso che a “nutrirsi” – non solo di alimenti – sono stati finora coloro che avrebbero invece bisogno di una salutare cura dimagrante, sembra proprio che in questa esposizione universale suolo ed agricoltura siano due argomenti destinati a non incontrarsi mai. Per esempio, nelle indicazioni tematiche elaborate dal Comitato Scientifico del Comune di Milano per L’Expo, di cui fanno parte i rappresentanti dei Rettori di tutte le Università milanesi, si desume che fra i 144 espositori di nazionalità diversa si parlerà di tutte le problematiche agricole – perfino della fame nel mondo – ma non del consumo del suolo, delle sue conseguenze (Genova insegna), e di come possa esistere un futuro tranquillo per la nostra alimentazione se i terreni coltivati, in particolare nel nostro paese, continuano a ridursi.
Secondo i dati dell’ISTAT riguardanti i censimenti sull’agricoltura il suolo agricolo utilizzato (SAU) si è ridotto, nel periodo 2000/2010, di quasi il 2,5% in Italia ma in Lombardia la riduzione è stata del 4,7% mentre nell’insieme territoriale costituito dalla Provincia di Milano e di Monza – Brianza, tale riduzione ha raggiunto l’8,23%. Il peso dell’industria alimentare lombarda sul totale nazionale, pur restando rilevante, è calato sensibilmente dal 22,2% dell’inizio del nostro secolo al 19,5% dei nostri giorni e la produzione agricola lombarda non è in grado di assicurarci l’autosufficienza alimentare, pur essendo diminuiti i consumi alimentari delle famiglie lombarde in seguito alla crisi occupazionale e alla crescita dei prezzi dei generi di prima necessità.
Purtroppo l’Expo sta contribuendo anch’esso ad aumentare la cementificazione del suolo in un territorio che richiederebbe invece più suolo agricolo e a verde naturale.

Particolare dell'area espositiva

Particolare dell’area espositiva

Si sa che la maggior parte dei ricercatori e studiosi di scienze naturali ritengono che un consumo del suolo superiore al 55%dell’intera superficie di un dato territorio provoca un processo di desertificazione rendendo gradualmente sterile anche la parte di suolo non ancora costruito. Superare questa soglia significa inoltre aumentare a dismisura il pericolo di un disastro, che chiamiamo impropriamente “naturale”, ogni volta che piove abbondantemente, per la mancanza di un’adeguata superfice filtrante e di una massa vegetale assorbente.
Come risulta da una ricerca fatta dal Centro Studi PIM (Piano Intercomunale Milanese) sono poco più di 80 i Comuni dell’area metropolitana milanese – Provincia di Monza e Brianza compresa – che hanno già superato quella soglia, fra i quali Milano, i Comuni del Rhodense, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni che costituiscono un insieme territoriale dove il consumo del suolo raggiunge una media pari al 70,2%.
In fondo non è forse lo stesso Expo 2015 ad entrare in contraddizione col proprio titolo?
L’area dell’evento ha una superficie di circa un milione di metri quadrati ed essa era destinata prevalentemente all’attività agricola. Dopo la fine dell’evento è già stabilito che 450 mila mq saranno destinati a parco pubblico tematico mentre sul resto dell’area, scorporate le parti destinate alla viabilità e alla cascina Triulzia, si edificheranno funzioni residenziali e terziarie fino a circa 500 mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento di cui solo 30 mila saranno utilizzati per la residenza sociale. Le aree per le funzioni private saranno vendute ad imprese e società immobiliari attraverso lo strumento dell’asta pubblica e c’è da scommettere che finiranno nelle mani dei soliti noti.
Intanto Roberto Maroni, “governatore” leghista della Lombardia, non perde occasione per sponsorizzare la costruzione nell’area di un nuovo stadio di calcio per il Milan.
A sottolineare ulteriormente l’evidente contraddizione tra i temi evocati dall’Expo e le conseguenze territoriali patologiche da esso provocate, vi sono le nuove autostrade connesse all’evento che occupano una superficie pari a 1634 ettari (16 milioni e 340 mila metri quadrati) che in origine era per lo più agricola e a verde naturale, come risulta da uno studio interessante condotto dal prof. Paolo Pileri del Politecnico di Milano. Si tratta della PEDEMONTANA che collegherà ben cinque Province (Milano, Monza-Brianza, Como, Varese, Bergamo), della BREBEMI (Brescia-Bergamo-Milano) e della TEM (nuova tangenziale est esterna di Milano). La PEDEMONTANA, su cui esistono fortissimi dubbi sul suo completamento, è in grado di cancellare da sola circa 550 ettari di aree agricole fertili e a verde mentre la TEM sottrae al Parco Agricolo Sud di Milano quasi un milione di metri quadrati.
In conclusione, nonostante il “battage” pubblicitario costruito intorno alle tematiche agricole che L’Expo vorrebbe rappresentare e rilanciare nel mondo e benché si cerchi, in mille modi, di far passare l’evento come una grande occasione per stimolare la crescita dell’agricoltura biologica, la realtà è ben diversa.
In Lombardia, per esempio, la SAU esistente per la produzione biologica non va oltre il 2% della SAU totale esistente e i suoi prodotti hanno, in genere, dei prezzi impossibili per la classe lavoratrice, che si deve accontentare di una produzione alimentare dove la chimica è di casa. Ai tifosi liberisti del capitalismo globalizzato ricordo inoltre che nel mondo è in crescita la popolazione che soffre la fame: alcuni anni fa questa popolazione non superava gli 800 milioni di persone, oggi siamo abbondantemente sopra il miliardo. In Italia gli ultimi dati ISTAT ci dicono che sono più di 10 milioni le persone che hanno problemi di alimentazione. Non si conoscono a tale proposito i dati della Lombardia e quelli relativi all’area metropolitana milanese, ma basta recarsi in una mensa della Caritas per rendersi conto della drammaticità della situazione.
In fondo l’unico fatto che si sta concretizzando intorno all’Expo è la trasformazione di una grande quantità di suolo agricolo ai fini edificatori, che va a favore della speculazione immobiliare delle grandi imprese edilizie e dei profitti delle società autostradali private. Altro che nutrire il pianeta…!

 

di Osvaldo Lamperti, Comitato regionale lombardo del Partito Comunista

Ambiente, Economia, Lavoro, Sanità

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