È la classe operaia che mantiene tutta la società!

Il Partito Comunista è al fianco dei lavoratori metalmeccanici che il prossimo 25 marzo sciopereranno a Milano contro il Governo e la Confindustria.

L’attuale Governo procede senza indugi l’opera dei governi che lo hanno preceduto. Da una parte smantella ogni diritto, collettivo e individuale, dei lavoratori e della classe operaia. Mentre dall’altra difende senza condizioni gli interessi dei padroni, in particolare quelli del grande capitale monopolistico e finanziario. Da una parte il drammatico impoverimento della classe lavoratrice; dall’altra i padroni si arricchiscono sempre di più!

L’impoverimento delle famiglie ed il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro non sono il risultato, provvisorio, dell’attuale crisi economica. Ma bensì la scelta, definitiva, del sistema sociale in cui viviamo e dove comandano i padroni.

Per poter agire indisturbati i padroni hanno prima di ogni altra cosa dovuto distruggere, oltre vent’anni fa, l’unico soggetto politico che aveva dimostrato di essere in grado di lottare con efficacia contro di essi: il Partito comunista italiano.

Senza l’organizzazione politica dei lavoratori nessuna vittoria sarà possibile.

Senza l’organizzazione politica dei lavoratori ogni cosiddetta coalizione sociale, che anche dovesse formarsi, sarà inevitabilmente influenzata e controllata da tutte quelle forze politiche che fanno gli interessi dei padroni, in particolare il cosiddetto Partito Democratico.

Esistono innumerevoli associazioni che hanno come finalità interventi sociali e che si spacciano per non politiche, come ad esempio Legambiente, circoli Arci o altre. Ma in cosa consiste questo essere “lontani dalla politica”, “apolitici” o “apartitici”?

Significa semplicemente impedire che i lavoratori si organizzino politicamente, creino la propria organizzazione politica, il proprio partito.

Ovvero permettere che solo i padroni abbiano organizzazioni politiche.

Per questo nessuna di queste associazioni “non politiche” o “non partitiche” è neutrale nella lotta tra lavoratori e padroni. Anzi, tanto più esse si dichiarano “apolitiche” o “apartitiche” tanto più i lavoratori dovrebbero sospettare e tenersene alla larga!

La prima forma di lotta dei lavoratori è l’organizzazione! Per lottare con efficacia i lavoratori devono organizzarsi. Devono creare la propria organizzazione politica, il proprio partito. Devono unirsi per tornare a lottare compatti contro i padroni. Devono creare il Fronte unitario dei lavoratori che li organizzi, a prescindere dall’appartenenza sindacale, sul posto di lavoro, per affrontare le durissime lotte che li attendono.

Ogni altra soluzione è illusoria e porterà a nuove sconfitte.

 Partito Comunista

Federazione di Milano

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