Donne al governo (ed al potere): continua la kermesse mediatica all’insegna dell’inganno

Basta il nome del neo ministro Saccomanni e una veloce lettura del suo prestigioso curriculum per capire che il governo Monti è vivo e lotta più che mai insieme a noi per il completo trionfo dei potentati europei.

Ma sono le magnifiche sette donne a dare il sgeno della mistificazione mediatica a cui PD e PDL non rinunciano, nella pervicace convinzione che sia doveroso, dopo averci impoveriti, depredati,  resi ignoranti ed asserviti alle concezioni socio-culturali più retrive, tentando di privarci di qualsiasi capacità critica, prenderci anche e sempre per i fondelli.

Ma se la patina della destra è sempre quella, belle ragazze, oggi sempre più laureate in giurisprudenza e che,  comunque, al pari degli uomini, mai dimenticano di ribadire che stanno lì per difendere allo spasimo gli interessi della classe di riferimento, la vergogna che si unisce a vergogna, rimane del PD, agglomerato di uonini e donne autentici campioni nel settore della mistificazione (finché gli va bene).

Il medico donna di colore, ospitata dalla democratica e solidale Emilia che l’ha fatta diventare deputata e poi ministro, segna l’apoteosi della farsa.

Le deleghe sono, ovviamente, all’integrazione con i cittadini/e immigrati/e.

Che farà? Toglierà i CPT, darà regolamentazione equa alle transizioni dei profughi dalle (finte) rivoluzioni “tipo Libia”, promuoverà la legge per cui chi è nato in Italia può essere cittadino italiano senza dover esperire una trafila burocratca che avrebbe fatto impallidire l’ amministrazione borbonica, proporrà la laicità della scuola, dei luoghi pubblici e quindi dello Stato affrancandolo  dalla (sotto)cultura del confronto intereligioso obbligatorio che rischia di imporre cattolicesimo / cristianesimo come condizione ineliminabile per poter trattare di qualsivoglia argomento che sul tema dell’ immigrazione, tanto che nella considerazione comune, pare diventato ovvio che il confronto con “l’altro” debba avvenire su parametri regligiosi e non civili;  solleciterà una diversa disciplina del lavoro in merito alla questione delle cooperative, nuovo modello di sfruttamento degli stranieri nei  (pochi) settori che assumo a condizioni aberranti,  rivaleggiando direttamente col Bangladesh?

Un po’ difficile in un governo con Pdl e montiani. Del resto con lo stesso PD che, pur di sedersi su quegli scranni,  in strenua difesa delgli interessi dei padroni europei, non ha esitato a tradire quella base di elettori (molti dei quali ancora in buona fede) che credevano che la loro classe dirigente si ponesse in alternativa a Berlusconi. Chissà che sia arrivato il momento di aprire gli occhi.

E se c’è ancora chi indugia, ci penserà la Letta Family a chiarire le idee e fugare i dubbi rimasti di chi crede che la politica sia contrapposizione fra idee, meglio ancora ideologie, differenti.  Altrimenti di che scelta stiamo parlando?

Scommettiamo che se del caso, riemergerà il trito dejà vù del non disturbare il manovratore in tempi così complicati!

La vediamo difficile per la Cyenge, molto meglio per Emma Bonino,  icona dei diritti civili per le ricche e i ricchi:  guerrafondaia, filo israeliana e amica fedele degli amercani. Non c’è che dire,  una certezza! Come la metterà un’altra donna di ferro, la sindaclista ex craxiana Camusso,  che aveva dovuto incassare dalla radicale Bonino la proposta di referendum per l’abolizione del sindacato, giacchè togliere i proventi economici delle tessere per gli attuali confederali, proprio questo significa. Scommettiamo che,  sempre in nome della difesa dell’ Europa,  si troverà un’unità di genere pur di salvare la dominanza di banche e capitalisti.

E alle pari opportunità?  Se ne va anche la simpatia per la Idem che aveva battezzato senza mezzi termini Berlsconi: oggi governa proprio con lui. Da medaglia al valore! Come è vero che quando si fa sport, nei molti casi della vita che nulla hanno a che spartire col campo da gioco,  a parte pochi  esempi, è sempre molto meglio stare zitti!

L’opposizione la farà SEL che in quanto a sceneggiate di genere, aveva precorso i tempi, incassando la presidente delal Camera che, stupendosi della tanta miseria che c’è in Italia,  va non invitata a un funerale tragico ma ci rassicura con la manina dal palco milamnese del 25 aprile, saranno i vendoliani a salvarci dal fascismo, magari anche con qualche presidenza di commissione.

PD in estasi, dunque, per l’ennesima sceneggiata demagogica:  la spruzzata etnico – sportiva allenta (momentaneamente) la presa su un governo malvagio, che farà scempio di diritti e conquiste, usando magari  la faccia bonaria di un’altra donna che dagli Interni passa alla Giustizia.  La Cancellieri, infatti, resta  quello che è:   un prefetto di ferro temperato e come i prefetti,  sempre pronta a governare l’Italia come si deve, anche a costo di presentare  (inutili) scuse, come è stato, di recente,  per la Diaz e il caso Aldrovandi, per i quali oltre all’indignazione, nulla seguito.

Chi dunque palude, come i  movimenti di piazza che cercano aiuto in Congo,  perchè le quota rosa entrano nelle stanze dei bottoni, confidando in chi  sa cosa, si soffermi sui reali intendimenti di questo governo e non tarderà a scoprire che,  proprio le donne,  ne patiranno le peggiori conseguenze.

Le operaie e le lavoratrici licenziate ed espulse per prime, insieme ai disabili,  dal mondo del lavoro e che dovranno continuare a lavorare gratis in casa e nei lavori di cura, perchè servizi pubblici non ce ne saranno più e sanità, scuola e servizi dovranno essere pagati;  le immigrate che soccomberanno la doppia pressione di genere e religiosa;  le immigrate occupate nelle cooperative dello nuovo sfruttamento che presto dovranno lasciare il posto agli italiani (maschi) espulsi dal lavoro -fenomeno avviato da tempo-; le insegnanti e le dipendenti pubbliche per cui la pensione rischia di restare una chimera o dovranno pietire altro precariato da scuole e servizi privati;  le pensionate che riprenderanno giocoforza ad aiutare i figli,  sia economicamente  che coi servizi di cura aggiunti; le giovanissime che vivranno una scuola spinta inesorabilmente verso la privatizzazione e la cancellazione di qualsiasi sapere di tipo critico.

Per chi sta dall’altra parte, quella numericamente minoritaria ma economicamente prevalente, invece, sarà il trionfo, anche nei salotti rosa romani dove le donne canonicamente perbene, ovvero quelle democratche, riusciranno (e senza dover aspettare “se non ora quando”)  a far diventare tali anche le “amiche” del Pdl.

Avevamo compreso che quella delle quote rosa era una farsa e,  come da manuale,  ha  preannunciato la tragedia, quella di questo governo e di questa forma di potere economico che può e deve essere sconfitta solo da una concezione radicalmente diversa della società:  dalla proposta socialista che compendia diritti sociali e civili per le classi popolari e non solo per i privilegiati.

Che c’entra dunque il genere se manca la classe?

 

Monica Perugini

Responsabile nazionale donne comuniste

Segretario Regionale Csp – Partito Comunista Lombardia

 

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