Difendiamo l’onore dei Partigiani!

Sono trascorse solo poche ore dal 25 Aprile e il cosiddetto Partito Democratico ci ha dato la conferma che la nostra scelta, di non partecipare più al corteo ufficiale di celebrazione della giornata della Liberazione, è stata giusta.

Infatti il PD, che è ormai il principale organizzatore e animatore di quella manifestazione, parteciperà alle cerimonie istituzionali per commemorare Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi.

Solo qualche giorno prima aveva suscitato indignazione l’annunciata partecipazione di un’associazione vicina al governo filonazista ucraino all’iniziativa organizzata il 25 Aprile presso la Casa Cervi. In quel caso, viste le reazioni suscitate, l’Istituto Cervi aveva deciso di revocare quell’invito e in molti avevano tirato un sospiro di sollievo.

Il 25 Aprile, nel corso della nostra manifestazione, alternativa al corteo nazionale, che si è svolta nel pomeriggio al Cimitero di Musocco, abbiamo detto che proprio episodi di quel genere non sono un caso e che, anzi, si ripeteranno nel futuro con sempre maggiore frequenza.

Del resto è ormai da lungo tempo che i rinnegati che hanno sciolto il PCI per finire col PD di Zingaretti, forniscono una sponda politica ai fascisti.

Speriamo che questo episodio serva a far maturare coloro che ancora ieri hanno riempito una piazza che, dispiace dirlo ma è la realtà, non appartiene più agli antifascisti, non appartiene più ai lavoratori, non appartiene più a tutti coloro che hanno a cuore gli ideali e i principi che hanno animato i Partigiani nella Resistenza.

Sappiamo che la scelta di separarci definitivamente da quella parvenza di antifascismo che è ormai la manifestazione nazionale del 25 Aprile, è una scelta difficile da comprendere. Per molti è uno strappo doloroso. Questi compagni pensano che quella manifestazione così come quel giorno di festa appartengono a noi. Che sono gli altri che dovrebbero andarsene.

Ma bisogna avere il coraggio di saper guardare in faccia la realtà. Bisogna avere il coraggio di prendere atto dei successi dell’avversario. Questo non per darsi per vinti, ma piuttosto per dotarsi degli strumenti per riuscire a modificarla, la realtà, con più efficacia.

Questo è l’esempio che ci viene dai partigiani: uomini che hanno dato la loro vita in un momento in cui la vittoria non era certa, in cui l’unica certezza era che si metteva in gioco la propria vita per ciò in cui si credeva.

È da qui che dobbiamo ripartire. Dalla consapevolezza che non è possibile condurre una giusta e coerente politica antifascista se ci si trova schierati insieme a chi non solo non difende gli interessi immediati delle masse lavoratrici, ma anzi in questi anni ha contribuito direttamente al drammatico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle loro famiglie nel nostro paese. Dalla consapevolezza che il vero antifascismo esiste solo e nella misura in cui esiste un movimento reale e organico di lavoratori che si oppongono all’arroganza e allo strapotere del capitalismo.

W i Partigiani! W i lavoratori!

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