Da Pomigliano a Expo, i diritti scompaiono sotto scroscianti applausi

LO SLOGAN: “OGGI A POMIGLIANO, DOMANI AD OGNI ITALIANO”

Muta velocemente e diventa:

“OGGI A MILANO DOMANI AD OGNI ITALIANO”.

Dall’accordo per EXPO, in estrema sintesi:

– Assunzione a due, a tre, a quattro mesi, piuttosto che di tipo stabile.

-Assunzioni a giornata anche con tipologia continuativa cioè : Ti assumo al mattino e, alla sera, ti licenzio per riassumerti l’indomani mattina e così via….

– Massima flessibilità su turni ed orari di lavoro e sulle mansioni che verranno richieste.

– Salari (da schiavisti) variabili rispetto ai picchi di produttività richiesta.

-Demansionamenti.

Alle “assunzioni” di Melfi che aldilà dell’euforia iniziale, nasconde nient’altro che questo.

Siete certi che FIAT stia assumendo?

 Ad un popolo in ginocchio, in un luogo preso non a caso… dove la possibilità di trovare anche uno staccio di lavoro era diventata un chimera , un popolo abituato ad emigrare, ormai alla fame, senza più alcuna tutela, sfruttato ed ingannato anche da chi dovrebbe tutelarli, risulta troppo facile inserire ancor maggior sfruttamento, più che il vero e giusto lavoro.

Il nostro non è un inutile disquisire, o il non voler considerare qualche piccolo spazzo di luce ( che in realtà non si vede). E’ analizzare chiaramente la realtà dei fatti, i quali, viste le premesse non porteranno risultati positivi futuri , anzi.

 La FIAT non ha assunto nessuno!

 I lavoratori chiamati a presentarsi ai cancelli dello stabilimento di Melfi sono

“lavoratori contrattualizzati”, assunti cioè dall’agenzia interinale, trattasi quindi di lavoro somministrato.

Solo per rammentare: La busta paga a tale tipologia di lavoratori , in realtà, glie la stipula l’agenzia interinale che vende a FIAT la forza lavoro. FIAT si preoccuperà solamente di demandare, o meno, a seconda dei picchi di produzione o meglio di profitto, la richiesta o la non conferma dei, del lavoratore.

 Si è detto che i 500 nuovi lavoratori dovranno effettuare un corso di formazione, bene, ma non esiste Il contratto di apprendistato di tre anni che permette, addirittura, sgravi fiscali per l’azienda che assume?

 Parlano e mentono, mentono e parlano!

 Per Marchionne, riportare lavoro in questo paese equivale, in realtà, a creare uno status di schiavitù permanente e ciò che più conta è il profitto, null’altro che il profitto.

 Per inciso, come già capita ai lavoratori dell’ex Innova Service dell’ex Alfa Romeo di Arese tutti iscritti allo Slai Cobas, ai quali EXPO ha letteralmente abbattuto la sede storica del CdF e per i quali c’è l’obbligo di reintegro emesso dal magistrato e di cui ancora non è stata osservata la sentenza, anche per i tre operai Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte, Marco Pignatelli, iscritti tutti e tre alla Fiom, licenziati per uno sciopero, vige la stessa sentenza, ma non pare siano stati visti ai cancelli dello stabilimento FIAT di Melfi.

Partito Comunista Lombardia

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