Casapound a Sesto San Giovanni? Parla Luca Ricaldone, segretario del PC di Milano

Nov 19, 2018 No Comments by

Recentemete si è appreso che Casapound ha richiesto uno spazio per tenere una iniziativa pubblica al comune di Sesto San Giovanni.

Sapere che Casapound possa tenere una iniziativa in una città come Sesto San Giovanni, Medaglia d’Oro per il suo contributo alla lotta di liberazione, provoca un misto di rabbia e amarezza. Pensare che questa città era definita la Stalingrado d’Italia; che tra le migliaia di operai che vi lavoravano e vivevano il Partito comunista aveva una delle sue roccaforti e che questa stessa città oggi ha un sindaco di Forza Italia dovrebbe farci riflettere. Certo, le grandi fabbriche con la loro concentrazione di operai non esistono più da molti anni, ma non per questo i cittadini di Sesto si sono trasformati in ricchi borghesi. C’è una chiara responsabilità in tutto questo. Innanzitutto di coloro che coscientemente hanno distrutto il Pci e portato avanti negli ultimi decenni, in nome di una sedicente sinistra, politiche antioperaie e antipopolari provocando l’impoverimento e il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori.

Quindi secondo te non è casuale la richiesta di Casapound?

Evidentemente si tratta di una provocazione. Per il luogo, per il tema e per il momento scelto.

Un sindaco di destra e un governo Lega-5stelle evidentemente rappresentano per loro la premessa migliore e le migliori garanzie per tenere un’iniziativa di questo genere. Il luogo non è scelto a caso: la Stalingrado d’Italia ha un’enorme valenza simbolica. Il tema scelto poi, la strumentalizzazione di un fatto estraneo alla storia del nostro paese come la celebrazione dell’anniversario della morte di J. Palach, che di fatto è un simbolo dell’anticomunismo, conferma la natura provocatoria di questa iniziativa. Ma tutto questo non ci sorprende.

Comunque questa provocazione ha suscitato numerose reazioni negative, fra cui quelle del Pd.

Certo, il segretario metropolitano del cosiddetto Partito Democratico, tale Bussolati, ha parlato di “valori e principi che non sono compatibili con quelli della nostra Costituzione, repubblicana e antifascista”. Questi signori fingono di ignorare che proprio il Pd ha contribuito a stravolgere quella stessa Costituzione che oggi dice di voler difendere. Fingono di ignorare che sono state anche le politiche antipopolari portate avanti proprio dal Pd a livello nazionale ad aver spianato la strada alle organizzazioni neofasciste nel nostro paese. E sorvolano sul fatto che sono stati proprio esponenti del Pd negli anni passati a sdoganare i fascisti nel nostro paese restituendo ai loro eredi la patente di forza politica “democratica”. Per non parlare dell’appoggio di esponenti del Pd ai nazisti ucraini.

Un’altro esponente del Pd, l’ex sindaco di Bresso, Vecchiarelli, in polemica con Casapound, ha rivendicato la stessa figura di J. Palach. Evidentemente ognuno ha gli “eroi” che si merita.

Avendo chiaro tutto questo l’antifascismo del Pd risulta veramente poco credibile.

Come intendete reagire a quella che definite una “provocazione”?

Sicuramente non ci appelleremo alla clemenza della corte. Per affrontare il risorgere di organizzazioni neofasciste non sono sufficienti appelli alle istituzioni o anche al rispetto di leggi che pure esistono. Sarebbe un po come appellarsi alla volpe perché sia clemente con la gallina. Se lo riterrà conveniente forse la volpe salterà il giro una volta o due, ma alla fine non esiterà a fare della gallina un sol boccone. In fondo è solo una questione di rapporti di forza. E questi sono tali per cui anche se la provocazione fallisse oggi, verrebbe ritentata sicuramente in un prossimo futuro.

Che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi lavoriamo e lavoreremo per cambiare gli attuali rapporti di forza.

Non sarebbe utile in questo caso unire tutte le forze della sinistra?

Certamente! Tuttavia noi non abbiamo sentito lo stesso clamore che oggi si leva per Sesto quando un gruppetto di Casapound ha incontrato nelle scorse settimane i padroni della Angeleri “minacciati” dallo sciopero dei braccianti. Forse la classe lavoratrice non è degna dell’attenzione di questi “antifascisti”? Noi ricerchiamo l’unità con i lavoratori e con i ceti popolari, che per primi hanno già subito sulla propria pelle gli effetti del risorgere del fascismo nel nostro paese. A partire da questo e su un piano di rispetto reciproco siamo disponibili a unirci con altre forze antifasciste. Per questi motivi è evidente che nessuna unità è possibile con il Pd o tutte quelle forze che lo fiancheggiano.

Antifascismo

About the author

The author didnt add any Information to his profile yet
No Responses to “Casapound a Sesto San Giovanni? Parla Luca Ricaldone, segretario del PC di Milano”

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.