Astensione da soffocamento a Livorno

[di Tiziano Tussi]

Livorno. Un altro sindaco per i grillini. Il luogo è emblematico, come pochi altri, per la sinistra in Italia: le sue origini. Ora nelle mani di un grillino, le cui note caratteristiche sono che va in bicicletta e che ama la vela. Beh! Un po’ pochino, ma di questi tempi così asfittici, a livello sociale, sembra possano bastare. Guardando un po’ più fa vicino e seguendo le analisi del direttore de Il vernacoliere, storica rivista di satira, famosa in tutto il Paese, caustica e sboccata, si può dire, era ora.

In molte situazioni dove il partito che ha preso il posto del PCI a livello locale ha continuato in un soffocante comportamento familistico e di cordata che non ammette sbavature. Se una delle promesse del sindaco vincente è quella di portare l’Esselunga a Livorno, in un luogo egemonizzato dalla COOP, possiamo capire, anche i non livornesi lo possono capire, cosa si intende per soffocante.

Il risultato inaspettato è derivato da una perdita di voti in assoluto, quasi duemila e cinquecento mancano alla conta per il PD, mente i grillini hanno aumentato di circa 19mila i propri. L’aumento è più di quanto avevano preso al primo turno. Destra e sinistra, alcune liste, si sono aggiunti ai 5stelle ma il conto non torna ancora, troppi pochi voti. Il popolo votante, in genere, di diverse tendenze ha punito il candidato PD. Lo ha fatto perdere. Quindi più che un voto per i 5stelle un voto contro il PD. E cosa dovevano votare coloro che non volevano più che sulla città spirasse un vento di conformismo di centro sinistra? Non vi era nessuna altra proposta reale a sinistra. Questo è il guaio.

Possibile che ai residuati in briciole della sinistra di classe non venga in mente di mettersi d’accordo su tre punti qualificanti, tre non sono tanti, e presentarsi all’elettorato per dare una possibilità anche a sinistra di diventare qualcosa? In Italia a destra ci sono proposte di un certo, anche se pur minimo, spessore. Vi è una Lega Nord che traccheggiando resiste ed esiste ancora. Al centro c’è un affollamento impressionante di proposte, seppur il tutto si giochi per lo più su differenze personali. A sinistra non si capisce cosa ci sia. E per sinistra si dovrebbe intendere posizioni che hanno a che fare con la cultura di classe. Chiara e ed esplicita. Poi declinata in modo moderno ecc. ecc., ma una visione di classe.

Basti vedere la pena della lista Tsipras, che arrivata al quorum grazie alla poca affluenza alle urne degli elettori, pochi voti così valgono, percentualmente, di più, si è già fatta ben conoscere come un coacervo di personalismi, giocati male. Eletti che prima assicurano che lo fanno solo per bandiera e che poi se la tengono ben stretta, non la bandiera, ma l’elezione a Strasburgo – leggi Spinelli – altri che si dimettono lasciando il posto a chi non la pensa in alcun modo come il dimissionario – leggi Ovadia – dimostrando perciò una sensibilità e capacità politica poco efficace.

Terra terra

Forse cerco una chimera

Questa sera eterna sera (Piero Ciampi, Livorno)

Insomma il solito caos. Morta prima ancora di nascere. Che c’entra con la cultura di classe? Proprio nulla.

Ed ecco perché a Livorno chi voleva votare contro ha trovato il suo luogo ed esponente in un grillino. Altro non c’era. Ora c’è chi grida vittoria e chi ammicca una “comunque vittoria”. Ma il risultato finale, a Livorno ancora di più, è stato deciso da un ulteriore aumento dell’astensionismo. Nella città del Tirreno dal 64% del primo turno si è arrivati al 50 del ballottaggio. Più o meno la media degli altri ballottaggi. Questo è il dato più importante, politicamente importante, per cerare di costruire e completare il quadro politico, mancante della sinistra. Il resto del panorama politico c’è tutto e ben si vede quali grandi opportunità sta dando al Paese. Al lavoro perciò!

Be the first to comment

Leave a Reply