Area ex Valdata di Retorbido: no all’impianto di smaltimento dei pneumatici fuori uso

A Retorbido, città dell’Oltrepò pavese, 1522 residenti, la società s.r.l. Italiana Energetica Tire è dall’inizio del corrente anno che sta cercando di ottenere dalla Regione Lombardia l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) relativa alla costruzione di un impianto industriale per lo smaltimento di pneumatici fuori uso basato sulla tecnologia della pirolisi.
L’area interessata è quella della ex Valdata, destinata ad usi produttivi dal vigente piano di governo del territorio (PGT), attualmente gestita dalla società Laterite S.p.A. che produce argilla espansa.
L’iniziativa della s.r.l. Italiana Energetica Tire ha provocato e sta provocando una vasta protesta da parte della popolazione di Retorbido e dei residenti nei Comuni confinanti, Voghera compresa, che ha portato alla raccolta organizzata da alcuni Comitati, di alcune migliaia di firme contro tale iniziativa.
Per il “no” alla realizzazione di tale impianto di smaltimento dei pneumatici fuori uso di tutta la Lombardia (100 tonnellate al giorno da trattare) si sono espressi non solo l’Amministrazione Comunale di Retorbido attraverso il suo Sindaco Isabella Cebrelli e gli amministratori di altri Comuni della zona, ma pure i rappresentanti delle numerose aziende agricole e vinicole che operano in questa parte della valle Staffora.
In questa zona infatti circa 13 mila ettari di aree sono coltivate a vite di cui 3 mila producono Pinot nero mentre vi sono moltissime aziende che praticano una cerealicoltura di qualità.
Questo territorio, caratterizzato dai due torrenti Staffora e Rile, ha soprattutto una vocazione agricola-artigianale e perfino turistica, che andrebbe potenziata e valorizzata con una politica di tutela ambientale e paesaggistica fondata su un progetto sovraccomunale di area vasta, dove insieme alla risistemazione idrogeologica del territorio si preveda pure uno sviluppo sostenibile dell’industria agro-alimentare.
L’impianto di smaltimento dei pneumatici di tutta la Lombardia è assolutamente insostenibile con la vocazione naturale del territorio in cui lo si vuole collocare.
Il fatto che funzionari della Regione Lombardia, che si occupano espressamente della sostenibilità ecologica dell’ambiente naturale ed artificiale del territorio, abbiano già permesso alla società Italiana Energetica Tire di avvicinarsi al conseguimento dell’AIA, è palesemente in linea con la politica di privatizzazione del suolo del “governatore” Maroni; politica chiamata “sussidiarietà” tra il pubblico e il privato, dove è sempre il secondo che prevale.
In questo caso specifico noi del Partito Comunista siamo dalla parte di coloro che vogliono impedire l’ennesimo peggioramento dei livelli d’inquinamento dell’Oltrepò pavese e del territorio retorbidese, forti del fatto che questa nostra posizione non è dettata da nessun prurito elettoralistico.
Riteniamo pertanto che l’Amministrazione comunale di Retorbido per rendere più incisiva la sua opposizione, debba variare l’attuale destinazione d’uso dell’area ex Valdata, indicata nel PGT del Comune, prevedendo un uso diverso, capace di rendere inammissibile il progetto dell’impianto per lo smaltimento dei pneumatici fuori uso e di qualsiasi altro impianto inquinante che metta in discussione il valore ambientale e paesaggistico del territorio, la salute e la qualità della vita delle persone.

Comitato Regione Lombardia del Partito Comunista

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