ALFA di Arese: si sente che ci sono le elezioni alle porte

Alfa AreseIn prossimità delle elezioni, il centro sinistra lombardo che tenta di scacciare il centro destra dal Pirellone, si ricorda dell’Alfa Romeo, o
meglio di quello che ne resta.
E così SEL che, tanto per gradire, ci rammenta di avere sempre votato contro l’AdP, si contrappone alla proposta approvata dalal giunta regionale in scadenza di edificare in quell’area l’ennesimo centro commerciale, approvato
dal commissario comunale di Arese e dal Comune di Lainate, ma si duole dell’esclusione dall’affare di quello di RHO e Garbagnate che si “insinuano”, si scrive, nel cuneo dell’ex Alfa.
Capiamo che gli “amici” di coalizione, come ad esempio il sindaco PD di RHO, non possano essere dimenticati in questa battaglia per sostituirsi a Formigoni, ma decenza vorrebbe che ci si ricordasse anche delle vicende di quella amministrazione e degli interessi che il centro sinistra ha coltivato per anni nella parte ovest (e non solo) di Milano, seguendo i dettati della politica Penati, oggi più che mai innominato.
Troppo tardi per chi si è ben guardato dallo stare davanti ai cancelli di Arese con gli operai dell’ex Alfa che ostinatamente hanno tenuto aperto la questione a dir poco scandalosa e anche resistendo alle cariche della
polizia, della svendita dell’intero sito ad Innova Service e dello smantellamento di un intero territorio che del suo passato industriale ha conservato solo gli scheletri di un immensa area che aspetta solo di essere fagocitata dallo sfruttatore edile / finanziario di turno.

Lo sforzo di “responsabilità sociale” che i vendoliani chiedono ai proprietari delle aree ha dell’incredibile, se non altro per il sapore di presa per i fondelli nei confronti dei lavoratori: per dirla col Che, sarebbe come chiedere alla volpe, entrata nel pollaio, di non mangiare le galline.

Le regalie fatte in questi decenni e in tutti i modi ad imprenditori, speculatori finanziari, amici della politica che ha governato/governa/governerà Milano e la Lombardia, sia dai banchi della maggioranza che da quelli dell’opposizione, con equa spartizione delle posizioni di potere diretto ed indiretto, hanno devastato il territorio non solo dal punto di vista economico e ambientale ma anche sociale, impoverendolo di ricchezza, solidarietà umana e coscienza di classe.

Le lotte degli operai dei sindacati di base, fra i pochi a non avere cointeressenze con i partiti di potere e ad aver denunciato con chiarezza la politica dei sindacati confederali che ha portato agli esiti a cui oggi assistiamo, sono rispolverate alla bisogna, per racattare qualche voto, sempre agitando lo spauracchio dlla destra, con cui però PD e centro sinistra, in questi anni, hanno stretto alleanze trasversali, affari e cogestioni più o meno politiche. Basterebbe ricordare con che maggioranze sono passati in consiglio regionale le proposte di Formigoni, in
particolare le leggi e i provvedimenti più devastanti come la riforma sanitaria, la sussidiarietà sociale, il piano di governo del territorio a quello dei trasporti.

Non siamo dunque disposti a farci ingannare in eterno: il voto reclamato da Vendola o da altri finti sinistri che vogliono governare la Regione col PD infiocchettato da anime belle, non illudono nessuno.
L’amministrazione arancione del capoluogo lombardo ne è l’esempio: privatizzazioni, sgombri ed urbanizzazioni selvagge gestite dall’avvocato di padron Di Benedetti, non hanno un sapore diverso di quelle orchestrare
dalla CdO.

Solo il rovesciamento del sistema attuale, improntato ai dettami del capitalismo, dello sfruttamento economico e morale delle classi popolari, che vede nella Lombardia la sua sede principale e la costruzione di una società socialista, fondata sui principi dell’eguaglianza sociale e della suddivisione della ricchezza potrà risolvere davvero i problemi della “mancanza di reddito” di cui si lamenta SEL.
La demagogia pre elettorale e le battaglie di retroguardia per redditi sociali da miseria eterna, non risolveranno nessun problema.

Monica Perugini
Segretario Regionale CSP-Partito Comunista Lombardia

Be the first to comment

Leave a Reply