A Milano non basta un nuovo sindaco, serve una rivoluzione

Le contraddizioni di questa società, fondata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla logica del massimo profitto, si fanno sempre più profonde. Malgrado i progressi della scienza e della tecnica le condizioni di vita e di lavoro non fanno che peggiorare. Mentre le società multinazionali detentrici del potere economico e finanziario si arricchiscono sempre di più, la maggior parte della popolazione, composta dai lavoratori e dalle loro famiglie, diventa sempre più povera. E le giovani generazioni sono private del loro futuro.

Solo un nuovo modello economico basato sulla socializzazione dei settori strategici e sotto il controllo dei lavoratori, per produrre ciò che è necessario e distribuire equamente la ricchezza tra chi l’ha prodotta, può realmente cambiare questo stato di cose. Perché il potere deve essere nelle mani di chi produce la ricchezza: i lavoratori.

Fra pochi mesi saremo chiamati ad eleggere i consigli comunali di molte città, fra le quali anche Milano. Nessun reale cambiamento può venire da quelle forze politiche, di centrosinistra e centrodestra, che sono legate agli interessi del grande capitale, dei palazzinari e degli speculatori e che hanno come unico orizzonte quello delle alleanze elettorali per il salvataggio dei propri gruppi dirigenti. Nessun reale cambiamento può venire da quelle forze che, dichiarandosi di sinistra, rimangono subalterne a quel PD che porta oggi le più grandi responsabilità nell’impoverimento e nel peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro nel nostro paese.

Ben sapendo che in queste condizioni nessuna giunta comunale che venisse eletta potrà realizzare cambiamenti in grado di mutare il volto della società in modo profondo e permanente a favore dei lavoratori e delle loro famiglie, il Partito Comunista ritiene che anche attraverso le elezioni sia possibile dare alla città un segnale di cambiamento, rafforzando le fila del partito nella lotta nei luoghi di lavoro, nei quartieri popolari, legando le battaglie concrete sulla casa, i trasporti, il lavoro, la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, la gestione delle società municipalizzate, con la prospettiva di un cambiamento generale della società.

A Milano non basta un nuovo sindaco, serve una rivoluzione. Serve spazzare via questo sistema di potere ormai incancrenito, parassitario e putrescente. Per questo il Partito Comunista intende combattere la borghesia anche nelle assemblee elettive e portare la lotta di classe fin dentro le istituzioni. Per difendere gli interessi dei lavoratori e dare un futuro alle giovani generazioni.

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