A conquistare la rossa primavera

Apr 19, 2015 No Comments by

A conquistare la rossa primavera!

No al fascismo! Libertà ai popoli!

 Quest’anno ricorre il 70° anniversario della vittoria sul nazi-fascismo. Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio del 1945 si concluse la più terribile delle guerre che costò all’umanità oltre 60 milioni di morti. Di questi, oltre un terzo, 23 milioni di morti, erano cittadini dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche: uomini e donne, operai e contadini, soldati dell’Armata Rossa, membri del Partito comunista bolscevico, uccisi dai nazisti, morti per difendere, oltre che la loro Patria socialista, anche la libertà di tutti i popoli d’Europa e del mondo. Fu l’Unione Sovietica, malgrado oggi si tenti di nasconderlo in ogni modo, a sostenere il peso maggiore della guerra e a dare il contributo decisivo alla distruzione dell’esercito nazista.

Questo debito di sangue non potrà mai essere cancellato!

Anche nel nostro paese la Resistenza assunse dimensioni importanti. In essa uomini e donne di differenti opinioni e fedi combatterono e morirono per liberare l’Italia dal nazi-fascismo. Sarebbe ingiusto e di cattivo gusto inserire dei distinguo settari. Ma la profanazione viene proprio dalla parte di coloro che coscientemente nascondono e cercano in ogni modo di far dimenticare il ruolo che in quella lotta ebbero i comunisti e l’Unione Sovietica, presentando la Resistenza come un moto di popolo senza distinzioni, un movimento interclassista.

No! Le forze principali di quella lotta le diedero i lavoratori e le loro avanguardie, in particolare il Partito comunista italiano.

Non dimenticheremo mai che nel corso di lunghi anni di lotta contro il fascismo il PCI ha avuto 4030 condannati dal Tribunale speciale ad un totale di 22960 anni di carcere e cinque condanne a morte su un totale di 4671 antifascisti condannati a 28693 anni. Durante la guerra partigiana su 1090 brigate partigiane e gappiste 576 erano brigate d’assalto Garibaldi, dirette dal PCI. E i garibaldini caduti in Italia o all’estero furono 42000; e 18000 furono i mutilati, gli invalidi e i feriti. Questo è stato il contributo e il tributo di sangue dei comunisti alla lotta contro il fascismo!

Ma noi non dimenticheremo mai neppure quelle migliaia di italiani che, sotto le insegne dell’Italia fascista, si coprirono di vergogna commettendo orrendi crimini, uccidendo e massacrando al pari dei loro complici nazisti. Non dimentichiamo coloro che andarono a schiacciare nel sangue la gloriosa Repubblica spagnola, che invasero la Libia, l’Etiopia, la Somalia impiegando gas asfissianti, non esitando a bombardare ospedali della Croce rossa e deportando intere popolazioni in campi di concentramento, carceri e luoghi di confino in condizioni di vita disumane. Non dimentichiamo l’invasione della Grecia, dell’Albania, della Jugoslavia e infine dell’Unione Sovietica che troppo spesso ci vengono presentate come se fossero avvenute distribuendo mazzi di fiori a popolazioni festanti felici di essere “liberate”. Non dimentichiamo che i campi di concentramento italiani non ebbero niente da invidiare ai lager nazisti. Non dimentichiamo che a combattere i partigiani, a bruciare villaggi e massacrare vecchi, donne e bambini, a torturare e impiccare i partigiani catturati, non vi erano solo i tedeschi ma anche italiani fascisti.

Come non possiamo dimenticare che dopo la Liberazione nessuno di essi venne chiamato a rispondere di quei crimini. Che in Italia non vi fu nessun processo come quello di Norimberga. Che a fronte di 1992 casi segnalati dai paesi che avevano subito l’occupazione militare italiana, non un solo criminale di guerra italiano venne consegnato alle autorità giudiziarie di quei paesi che ne avevano fatto richiesta come era previsto dai trattati internazionali sottoscritti anche dall’Italia. Che criminali di guerra fascisti e nazisti vennero salvati e arruolati nelle file degli apparati anglo-americani. Che membri dell’Ovra, la polizia politica di Mussolini, invece di venire giudicati e condannati, entrarono a far parte degli apparati della Repubblica. La Strategia della tensione, che per decenni ha insanguinato il nostro paese, la dobbiamo anche a loro!

Nel corso degli anni la celebrazione del 25 aprile ha mutato profondamente la propria natura. La manipolazione della storia della Resistenza è proceduta a tal punto che l’attuale Parlamento, dove abbiamo visto quest’anno celebrare la vittoria della guerra di Liberazione alla presenza di ex partigiani e ascoltato parlamentari che intonavano Bella ciao, è il più lontano dai valori della Resistenza nella storia di questa Repubblica.

Tutto ciò non avviene per caso!

Si vuole coprire e nascondere il fatto che il nazi-fascismo non fu un incidente della storia. Si vogliono coprire e nascondere le responsabilità della borghesia, il collegamento organico che esiste tra capitalismo monopolistico e nazi-fascismo. Si vuole nascondere la sua vera natura e origine, ovvero il fatto che “il fascismo è una dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti, più imperialisti del capitale finanziario”. Il fascismo difende la proprietà capitalistica dei mezzi di produzione, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Le classi borghesi utilizzano i partiti fascisti per servire i propri interessi.

Tutto ciò non riguarda solo il nostro passato, ma anche il nostro presente ed il nostro futuro.

C’è un filo diretto che lega la manipolazione della storia che ha il fine di occultare la vera natura del fascismo, il ruolo e i successi nella lotta antifascista dei comunisti e del socialismo in Unione Sovietica, con quanto accade oggi.

Infatti la crisi economica ha acuito le contraddizioni e la concorrenza tra gli Stati imperialisti. Questi si fanno sempre più aggressivi al fine di rafforzare le rispettive posizioni geopolitiche, per la ripartizione dei mercati, il controllo delle risorse energetiche e le vie di trasporto. L’acuirsi delle contraddizioni e dei crescenti interventi imperialisti e le guerre in Ucraina, Medio Oriente, Nord Africa, America Latina, ecc. stanno delineando sempre più intensamente la minaccia di una guerra imperialista generalizzata.

È in questo contesto che gli Stati Uniti e l’Unione Europea, non esitano ad affidare la gestione dei propri interessi a forze apertamente naziste come in Ucraina. Così il cosiddetto Partito Democratico, mentre a chiacchiere si professa difensore dei valori della Resistenza, nei fatti da il suo sostegno ai nazisti ucraini che hanno svenduto il loro paese agli interessi dei monopoli americani ed europei e gettato il popolo e i lavoratori ucraini nella miseria e nella guerra. Gli stessi deputati del PD che in Parlamento cantano Bella ciao, sono tra i principali responsabili della situazione di crisi e miseria in cui sono stati gettati i lavoratori italiani e le loro famiglie, che vedono peggiorare di giorno in giorno le loro condizioni di vita e di lavoro.

Ma anche a questi signori servano di monito le parole pronunciate da Pietro Secchia: “La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, queste parole non sono state scritte a caso, ma avevano ed hanno un preciso significato. Chi ha dettato ed approvato quel primo articolo della nostra Costituzione sapeva che è impossibile governare un paese civile, è impossibile governare democraticamente senza e contro gli operai organizzati, senza e contro la classe operaia ed i lavoratori uniti. Non si fanno funzionare permanentemente le fabbriche né le scuole di un paese capitalisticamente avanzato con la repressione. Lo sappiamo, i grandi industriali italiani scelsero una volta la strada della più dura repressione, la strada del fascismo, ma la storia dimostrò che non scelsero la strada giusta, si trovarono dopo vent‘anni ad avere le fabbriche rovinate, distrutte dai bombardamenti ed il paese portato alla rovina”.

Questo è lo spirito con cui il prossimo 25 aprile celebreremo la vittoria della Guerra di Liberazione contro il nazi-fascismo.

 

W i partigiani!

W il Partito comunista italiano!

W l’Armata Rossa!

W l’Unione Sovietica!

W il Partito comunista (bolscevico) dell’Unione Sovietica!

W la classe operaia!

 

Federazione milanese del Partito Comunista

 

Antifascismo, Società

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