904 volte grazie

Ci abbiamo creduto fino in fondo, restando sordi ai richiami della stanchezza fisica che chiedevano ad ognuno di noi allentare la presa. Fissi sull’obiettivo, fino in fondo senza mollare: gli iscritti del Partito Comunista ed i giovani compagni del Fronte della Gioventù Comunista uniti nel compito di raccogliere le firme per presentare una lista comunista alle elezioni del Consiglio Comunale di Milano e delle sue nove municipalità. Purtroppo, ci siamo fermati a 904 firme (VERE), ad un tiro di schioppo dal limite minimo delle 1000 firme fissate per legge. Ma non abbiamo rimpianti, né proviamo delusione.

In questo mese di campagna di raccolta firme abbiamo guardato negli occhi, ascoltato e parlato con la casalinga, l’impiegato, il disoccupato, il giovane studente senza prospettive, persone in carne ed ossa che hanno creduto nella nostra proposta politica e ci hanno dato la loro fiducia. Una proposta molto semplice, come sono semplici le cose autentiche e reali, fatta di tre punti fondamentali: rompere il patto di stabilità interno, nessuna alleanza con il PD e la finta sinistra che ci gravita intorno, riportare il popolo e le sue esigenze al centro del processo decisionale interno alle istituzioni.

Molte di queste persone non avevano con sé i documenti, per paura dei furti e degli scippi che spesso subiscono all’interno dei mercati. Molti altri si sono pentiti di avere già sottoscritto liste diverse dal PD ma non alternative ad esso, non potendo di conseguenza sottoscrivere la nostra. Avremmo ampiamente superato la soglia.

L’esperienza è stata utile, proficua, soddisfacente.

Utile, perché abbiamo avuto la conferma che, parlando chiaramente, anche lo sfiduciato del “sono tutti ladri” si convince a sostenere un progetto politico serio e reale: il nostro.

Proficua, perché ha rinsaldato l’unità d’intenti tra i Comunisti sinceri, aiutando a marcare ancora più in profondità il solco che ci separa dagli opportunisti, tanto numerosi a sinistra.

Soddisfacente, perché ha rivelato l’esistenza di un tessuto sociale realmente rivoluzionario nella città del post-capitalismo selvaggio ed indolente, troppo spesso preso in giro da chi intende unicamente mantenere i propri piccoli privilegi da piccolo uomo, all’interno tanto dei partiti che dei sindacati.

Infine, abbiamo avuto la conferma di ciò che sapevamo già: il vero nemico è a sinistra. E quella sinistra ci considera suo nemico. La domanda che ci facciamo a questo punto è: se noi siamo i nemici della sinistra, di chi è amica la “sinistra” (decisamente sinistra) milanese?

La risposta, noi, la conosciamo già.

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