46° Anniversario della strage di Piazza Fontana

Il prossimo 12 dicembre celebreremo il 46° anniversario della strage di piazza Fontana.
Quell’evento inaugurò la “strategia della tensione”. A colpire furono gruppi neofascisti coperti dai servizi segreti italiani in combutta con quelli della Nato e in primo luogo la Cia.
L’interesse dei servizi stranieri, in particolare americani, verso l’Italia aveva origini lontane. Il rilievo strategico e politico dell’Italia così come la sua sicurezza interna erano essenziali per gli Stati Uniti nel quadro della lotta contro l’Unione Sovietica: “L’Italia è la porta che si apre verso il Centro e l’Est dell’Europa” perché può consentire “il controllo militare dei Balcani, dell’Adriatico e dello Ionio e anche della Grecia” (J. Willems, addetto militare dell’ambasciata Usa a Roma). In nome dell’anticomunismo gli americani si decisero a sfruttare le capacità degli “specialisti” nella lotta contro il bolscevismo: i nazisti e i loro alleati fascisti. È così che, dopo il 1945, i programmi di denazificazione vennero rapidamente abbandonati e la clemenza verso i criminali di guerra si trasformò rapidamente in una complicità quasi aperta. Dal dopoguerra fiumi di dollari vennero fatti affluire verso l’Italia per finanziare ogni genere di organizzazione e attività illegale che avesse come obiettivo la distruzione del Partito Comunista Italiano e della sua influenza tra le masse operaie e popolari.
Il 1969 fu per il nostro paese un anno di importanti lotte operaie che culminarono con il cosiddetto “autunno caldo” e l’approvazione, l’anno successivo, dello Statuto dei lavoratori. Furono lotte dure, segnate da lavoratori e studenti caduti sotto il piombo della polizia: Avola, Viareggio, Battipaglia.
Anche il 12 dicembre a Milano a cadere furono lavoratori e pensionati perché, come scrisse il giorno dopo l’Unità (allora l’organo del Partito Comunista Italiano), l’attentato è stato ispirato dai nemici dei lavoratori per colpire le conquiste che i lavoratori stanno realizzando.
Quello stesso anno gli Stati Uniti erano impegnati a fondo nella guerra contro il Vietnam e i vasti movimenti di protesta sorti contro quella guerra negli Stati Uniti ed in Europa. Nel 1968 venne assassinato Martin Luther King; nei primi mesi del 1970 la Guardia nazionale aprì il fuoco contro gli studenti delle università americane.
Questo, per sommi capi, è il contesto in cui avvenne la strage di Piazza Fontana.
Da allora il mondo ha subito profondi mutamenti. Oggi il sistema economico in cui viviamo, fondato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla logica del massimo profitto, meglio noto come capitalismo, costituisce la più grave minaccia alla stessa sopravvivenza del genere umano.
Questo sistema, ormai superato dalla storia, si dibatte disperatamente per cercare di sopravvivere a se stesso e per questo diviene più pericoloso di giorno in giorno. Oltre ad essere il principale responsabile della devastazione ambientale che minaccia il nostro futuro, per risolvere le contraddizioni tra le varie potenze imperialiste e continuare a rapinare e sfruttare i popoli del mondo intero, questo sistema non ha altro mezzo che quello di ricorrere alla guerra e alimentare conflitti sempre più sanguinosi.
Anche il terrorismo che ha recentemente colpito l’Europa e il Medio Oriente, trova qui la sua origine. Le sue vittime designate sono ancora una volta lavoratori e gente comune.
La borghesia diffonde il terrore mediatico e ricerca la collaborazione di tutte le classi nella lotta contro il terrorismo. Un terrorismo che essa stessa ha creato per poter agire indisturbata contro i diritti sociali della classe lavoratrice e dei settori popolari. E sempre nella lotta al terrorismo essa trova la giustificazione alle politiche estere aggressive e guerrafondaie.
Se oggi la parola d’ordine della borghesia sembra essere “sempre più guerra, sempre meno diritti democratici”, i lavoratori devono rispondere: sempre più organizzazione, sempre più lotta di classe!
Solo i lavoratori organizzati possono lottare con efficacia contro questo sistema iniquo ed offrire un futuro degno di essere vissuto alle giovani generazioni. Perché solo abbattendo il capitalismo e la borghesia imperialista è possibile porre fine alle guerre e al terrorismo che insanguinano il nostro tempo. Ogni altra soluzione è illusoria e condurrà a nuove sconfitte.

Partito Comunista

Fronte della Gioventù Comunista

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