3 Novembre – Congresso Interregionale Nord-Italia

 

Verso il partito comunista: costruire il partito, organizzare la lotta

3_11_13Domenica prossima 3 novembre alla sala dell’Umanitaria in via Daverio 7 a Milano si svolgerà  il 2° congresso di CSP Partito Comunista che coinvolgerà tutte le regioni del nord in vista dell’assise nazionale che si terrà a Roma il prossimo gennaio.

I lavori prevedono la discussione e l’approvazione delle tesi congressuali approvate dalla direzione nazionale e dal  comitato centrale nella sessione del 5 e 6 ottobre scorso ed inizieranno con la relazione introduttiva del segretario regionale della Lombardia, il dibattito e, in serata, le conclusioni del segretario nazionale Marco Rizzo.

 Il cuore della discussione congressuale verte sulla costruzione di un soggetto politico che difenda in modo chiaro e senza le ambiguità del passato, gli interessi dei lavoratori e del ceto sempre più vasto del proletariato. La proposta è quella di una politica antagonista ai valori del capitalismo, i cui dettami sono oggi seguiti sia dai partiti della destra che del centro sinistra, oggi insieme al governo e con  obiettivi  identici, consistenti nell’ossequio totale alle politiche europee di asservimento agli interessi del  grande capitale e delle banche europee con l’insopportabile inasprimento delle politiche antipopolari.

  L’esperienza della sinistra “antagonista” di questi ultimi anni ha dimostrato il fallimento di una politica votata alla mediazione ed alla condivisione dei residui posti di potere: nessuna mediazione ormai è possibile. Anzi,  accodarsi alla politica ambigua del PD non fa che perpetuare l’inganno alle classi escluse dal mercato del lavoro e private di tutti i diritti sociali conquistati in decenni di lotte, come sta accadendo con la crisi strutturale in atto. Alimentare l’illusione  che esista in parlamento e nel paese un polo politico / sindacale che difende gli interessi con marginali e non più credibili lotte di retroguardia volte, al massimo, a strappare  limitati ammortizzatori sociali o dilazionando la politica di svendita del patrimonio industriale nazionale (e il nord ne è un esempio eloquente), genera un’ ulteriore gravissima responsabilità che molte lotte operaie stanno oggi svelando.  Ugualmente illusoria è la proposta dell’ex sinistra radicale di chiedere interventi pubblici ad un governo che,  anche i più ingenui, hanno compreso, come non  abbia certo gli interessi del mondo del lavoro e dell’ambiente al centro della propria agenda politica.

 

Altrettanto critico il giudizio verso i sindacati confederali, CGIL compresa,  ormai appiattita ai diktat degli altri sindacati nonostante le operazioni di vernice che la vedono a fianco dei lavoratori, ormai privati del proprio lavoro e di tutti i diritti. I comunisti sono per unire i lavoratori, a prescindere dal sindacato di appartenenza, in un fronte unito del lavoro che proponga un modello sociale opposto a quello del capitalismo e quindi il rilancio di  una lotta complessiva,  non limitata e perdente, visto l’esito dei risultati a cui assistiamo ogni giorno,  come quelle attualmente gestite dal sindacalismo confederale.

 

Serve dunque seguire la difficile strada  per la costruzione di un partito che ponga fine a queste ambiguità;  di un soggetto politico di classe non   disposto a svendere e rivedere la propria politica per accordarsi con avversari di classe che oggi hanno vinto tutte le lotte e che, proprio con la crisi in corso, non intendono cedere nessuno dei privilegi strappati. Anzi,  hanno svuotato tutte le conquiste sociali e civili della lotta operaia.  Serve un partito comunista espressione di classe, protagonista dei valori dell’eguaglianza e della giustizia sociale secondo i principi socialisti.

 

 

Monica Perugini

Segretario regionale CSP Partito Comunista Lombardia

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