Il 25 Aprile non è dei voltagabbana e dei nemici della classe lavoratrice

Apr 14, 2017 No Comments by

La guerra partigiana ha avuto da noi carattere diverso che non in altri paesi d’Europa. Il nostro era non soltanto un paese invaso dallo straniero, ma un paese oppresso dalla dittatura fascista. Più che altrove la guerra partigiana era in Italia lotta militare e lotta sociale nello stesso tempo, era lotta per l’indipendenza ed insurrezione nazionale per la conquista della libertà. La Resistenza in Italia è stata antifascista e, più che altrove, ha avuto carattere di lotta contro quei gruppi del grande capitale che avevano prima dato vita al fascismo e poi portato il paese alla rovina”

(Pietro Secchia)

Il prossimo 25 Aprile celebreremo il 72° anniversario della vittoria della Guerra di Liberazione dal nazifascismo.

In questi anni il revisionismo, in nome di un falsa ed ipocrita unità nazionale ritrovata tra vittime e carnefici, tra sfruttati e sfruttatori, ha azzerato le differenze tra vincitori e vinti mettendo sullo stesso piano fascisti e antifascisti, distribuendo equamente le accuse di crudeltà e ferocia tra gli aguzzini e i martiri. Per questo non fa male ricordare che la nostra Repubblica è nata dal sangue di 50mila partigiani caduti in battaglia o massacrati dai nazifascisti.

  • Occorre ricordare anche che tra coloro i quali oggi si ergono a difensori dei valori della Resistenza e dell’antifascismo, si annidano anche coloro che hanno contribuito alla distruzione dell’organizzazione politica che più di ogni altra nel nostro paese ha fatto nella lotta contro il fascismo: il Partito Comunista Italiano.

  • Occorre ricordare che senza il ruolo fondamentale e decisivo dell’Unione Sovietica, che annientò la maggior parte delle truppe naziste allo spaventoso prezzo di oltre ventitré milioni di morti, la sconfitta del nazifascismo e la vittoria del 25 Aprile non sarebbero state possibili.

  • Occorre ricordare che gli operai sono stati la componente più importante e cosciente della guerra partigiana e delle iniziative di sostegno alla lotta che si sono svolte nei quartieri popolari e nelle fabbriche.

  • Occorre ricordare che senza la forza motrice del movimento operaio e del suo partito, il Partito Comunista Italiano, non ci sarebbe stata la Resistenza e il movimento partigiano.

Senza i soldati dell’Armata Rossa che schiacciarono le armate naziste.

Senza il movimento operaio.

Senza la Resistenza negli altri paesi europei.

Senza la guerra partigiana di liberazione nell’Unione Sovietica, nella Yugoslavia, in Albania, in Grecia, dove le armate fasciste inviate da Mussolini subirono cocenti sconfitte.

Senza il Partito Comunista Italiano, senza i suoi quadri e militanti che, quasi da soli, continuarono a battersi per un ventennio sfidando le squadracce di camice nere, gli assassinii, i pestaggi, le spie dell’Ovra, le migliaia di anni di carcere e confino inferti dal Tribunale Speciale.

Senza i loro sacrifici non ci sarebbe stata la Resistenza.

Durante la guerra di Spagna su 3354 volontari italiani delle Brigate internazionali i comunisti furono 1819. Gli antifascisti caduti furono circa 600, di cui 356 comunisti.

Nel corso di 17 anni di lotta contro il fascismo, gli antifascisti condannati dal Tribunale speciale furono 4671 a complessivi 28693 anni di carcere. Di questi 4030 furono comunisti condannati complessivamente a 22960 anni di carcere. 5 furono i comunisti condannati a morte.

Durante la guerra partigiana su un totale di 1090 brigate partigiane e gappiste, ben 576 furono le Brigate d’assalto Garibaldi: quelle del Partito Comunista Italiano! I Garibaldini caduti in Italia e all’estero furono 42000 e tra mutilati, invalidi e feriti, raggiunsero le18000 unità.

Come purtroppo già avviene da qualche anno, in occasione del prossimo 25 Aprile, alcuni gruppi neofascisti e reduci della Rsi organizzeranno talune iniziative nella nostra città ricordando i loro caduti (fucilatori, torturatori e assassini della peggiore specie) come se fossero degli eroi. Si tratta indubbiamente di una palese provocazione avvenendo proprio nei giorni in cui si celebra la vittoria della Guerra di Liberazione dal nazifascismo. Ciò non può non suscitare sdegno in ogni cittadino che si riconosca nei valori della Resistenza.

Tuttavia chiediamo a tutti di riflettere sulle cause di questa rinascita, che non avviene per caso e senza responsabilità precise.

Responsabili sono innanzitutto coloro che nascondono il ruolo dei comunisti, dell’Unione Sovietica e del Partito Comunista Italiano nella guerra e nella sconfitta del nazifascismo. Questo avviene ormai da lungo tempo ed in modo sistematico a cominciare dai libri di testo delle scuole che dovrebbero educare le giovani generazioni: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il naturale venire meno dei testimoni diretti di quegli eventi ha facilitato il compito dei manipolatori e dei revisionisti.

Responsabili sono coloro che quasi trent’anni fa hanno liquidato il Partito comunista italiano privando i lavoratori del nostro paese della loro organizzazione politica oltre che del principale baluardo contro il fascismo.

Ci preme ricordare innanzitutto che l’attuale governo del cosiddetto Partito Democratico è oggi il principale responsabile del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro nel paese. A livello internazionale è un sostenitore convinto delle politiche più aggressive dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, in particolare contro la Siria nel Medio Oriente e di sostegno all’Ucraina in Europa. Quest’ultimo paese, occorre ricordarlo, è retto da un governo golpista dichiaratamente filonazista che conduce una guerra contro il proprio popolo.

Questo tanto per chiarire perché gli ideali e i principi di pace, libertà, democrazia e giustizia sociale che hanno animato la Guerra di Liberazione e la Resistenza e per i quali i partigiani hanno imbracciato le armi e spesso sacrificato la propria vita, non potranno mai trovare spazio all’interno dell’Unione Europea.

Questo tanto per chiarire perché il cosiddetto Partito Democratico non ha nulla a che spartire con i valori ed i principi per i quali i partigiani hanno lottato e sacrificato la loro vita.

Al contrario il cosiddetto Partito Democratico, malgrado cerchi di nascondersi dietro un paravento “democratico” e di “sinistra”, svela ogni giorno di più la sua vera natura: il principale sostegno ai settori più apertamente reazionari e imperialisti della borghesia italiana. Lo sanno bene i lavoratori, gli operai, gli studenti che hanno provato sulla propria pelle le manganellate della polizia.

Il cosiddetto Partito Democratico è destinato a colpire sempre più spesso ogni forma di dissenso verso il Governo e il potere della borghesia.

  • Questa cosiddetta “sinistra” del cosiddetto Partito Democratico che si dichiara paladina degli ideali della Resistenza, sostiene senza esitazione e senza vergogna i nazisti al potere in Ucraina.

  • Questa cosiddetta “sinistra” che tanto si indigna contro le manifestazioni dei neofascisti è la stessa che ha concesso l’onore del Famedio di Milano a un fascista.

Come può questa sinistra essere credibile?

Come possono questi voltagabbana difendere gli ideali e i principi della Resistenza?

La storia ci insegna che solo la classe lavoratrice organizzata è in grado di combattere efficacemente e sconfiggere il fascismo. Ed è per questo che lottiamo e lavoriamo per ricostruire l’unico strumento che storicamente ha dimostrato di saper dare organizzazione ai lavoratori: il Partito Comunista.

Per questo il prossimo 25 Aprile sfileremo per difendere l’onore dei comunisti e di tutti quelli che hanno dato la vita per costruire un futuro di libertà, giustizia sociale e pace fra i popoli.

W la classe operaia

W i partigiani

W il Partito Comunista

Antifascismo, Comunicati

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