25 Aprile di memoria e di lotta

                                                                         Milano, 25 Aprile 2014.

simboloIn una sala affollata in un quartiere popolare disseminato di lapidi che ricordano i partigiani caduti nelle giornate della Liberazione e alla presenza del segretario nazionale del Partito Comunista, Marco Rizzo e di un rappresentante del KKE si è svolto con successo nella mattinata del 25 aprile a Milano il convegno “l’Europa porta al fascismo: socialismo unica soluzione”.

Nella stessa via a soli pochi metri si è consumata anche una squallida provocazione di fascisti, a cui qualche compiacente amministrazione ha concesso i locali per aprire una sede, che hanno esposto il loro ignobile vessillo proprio di fronte alla lapide di un partigiano.

Tutto questo ci indigna ma non ci sorprende. Non ci sorprende perché i veri responsabili di queste provocazioni fasciste sono da ricercarsi altrove.

Gli spazi che sempre più riescono ad ottenere i fascisti non sono frutto del caso. Quando c’era il nostro glorioso PCI i fascisti non avrebbero osato tanto. Per questo i responsabili della liquidazione del PCI sono responsabili anche dello spazio e dell’agibilità politica di cui possono godere sempre più di frequente i fascisti.

Negli ultimi venticinque anni i liquidatori del PCI hanno condotto un lavoro incessante per cercare di rimuovere dalla memoria della gente e dei lavoratori il ruolo decisivo che i comunisti e il loro Partito, il PCI, hanno avuto nella lotta di Liberazione dal fascismo e dal nazismo. Essi hanno contribuito a diffondere la leggenda secondo la quale la Resistenza sarebbe stata un fenomeno “spontaneo” a cui avrebbe partecipato in massa tutto il popolo italiano. No, la Resistenza non fu né un miracolo né un fenomeno spontaneo. Dovette essere organizzata. E i comunisti furono nelle prime file ad organizzarla. Spesso combattendo contro l’attesismo degli altri partiti. Occorre ricordare a tutti che nel corso di 17 anni di lotta contro il fascismo il PCI ha avuto 4030 condannati dal Tribunale speciale ad un totale di 22960 anni di carcere e cinque condanne a morte su un totale di 4671 antifascisti condannati a 28693 anni. Durante la guerra partigiana su 1090 brigate partigiane e gappiste 576 erano brigate d’assalto Garibaldi, dirette dal PCI. E i garibaldini caduti in Italia o all’estero furono 42000; e 18000 furono i mutilati, gli invalidi e i feriti. Questo è stato il contributo e il tributo di sangue dei comunisti alla lotta contro il fascismo!

I liquidatori del PCI sono oggi dispersi in vari partiti che si definiscono di sinistra, a cominciare dal PD. Eppure, ancora oggi, tutti uniti dall’anticomunismo. Non ci sorprende quindi sapere che, oltre a creare un terreno fertile per il proselitismo del fascismo in Italia, essi sostengono apertamente e unitariamente, attraverso l’Unione Europea, le bande di nazisti che hanno temporaneamente preso il potere in Ucraina. In nome dell’anticomunismo questi individui sono capaci di allearsi con i peggiori criminali e la peggiore feccia della storia: ce lo hanno mostrato in passato e lo dimostrano tutt’ora.

Ma sarebbe forse meglio che questi traditori degli ideali della Resistenza ricordassero la fine che hanno fatto i fascisti e i nazisti.

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