19 settembre. Da Buggerru a Milano: solo la lotta paga!

Set 12, 2015 No Comments by

111 anni ci separano dall’eccidio di Buggerru e da quello che fu il primo sciopero generale della storia operaia. Oltre un secolo di storia che ha visto il movimento operaio condurre lotte durissime e sopportare enormi sacrifici. Eppure oggi, soprattutto per chi non è più giovane ed ha potuto vedere e toccare con mano le innumerevoli conquiste frutto proprio di quelle lotte e di quei sacrifici, appare evidente come le lancette della storia siano tornate indietro di molti anni. Conquiste che sembravano definitive non sono ormai che un pallido ricordo. Solo negli ultimi dieci anni le condizioni di vita e di lavoro sono peggiorate drammaticamente nel nostro come in molti altri paesi.
Milioni di lavoratori sono ormai preda di uno sfruttamento senza più alcun limite. Milioni di famiglie vivono nella povertà e nella miseria.
Tutto questo non è il frutto del caso o il temporaneo risultato di una crisi passeggera, ma bensì la condizione permanente in cui la borghesia, nel nostro paese come nell’UE, intende mantenere i lavoratori e la classe operaia al fine di conservare la redditività delle imprese capitalistiche.
La concorrenza e i conflitti per il controllo delle fonti di energia e delle vie di comunicazione non fanno che aggravare questa situazione. Già masse di disperati fuggono dai paesi devastati dalle crisi e dalla guerra verso una UE che è diretta responsabile di tutto ciò.
In nome della salvaguardia dell’economia e della competitività delle imprese i lavoratori sono stati indotti ad accettare tagli ai salari e licenziamenti. Il movimento sindacale è preda della corruzione, della burocrazia, della frantumazione e della collaborazione di classe.
Con forza crescente sono ricomparse le bande fasciste, il veleno del razzismo e della xenofobia la cui missione è quella di colpire il movimento operaio e favorire lo sfruttamento del capitale.
Eppure i lavoratori, vittime delle attuali politiche, sono anche coloro che, con il loro lavoro, generano la ricchezza.
Fino a quando la classe operaia era organizzata nel proprio partito, il Partito comunista, e disponeva di un’organizzazione sindacale di massa e di classe, è stata in grado di strappare ai capitalisti importanti conquiste e di reagire con forza e rinnovata energia anche alle sconfitte.
Oggi la mancanza di un’organizzazione comunista e di un sindacato di classe fa sentire sempre più un vuoto politico di riferimento per tutti i lavoratori. Contro la sfiducia e la rassegnazione, per tornare a lottare con efficacia, è necessario ricostruire il Partito Comunista in tutta Italia. È necessario riorganizzare i lavoratori in un Fronte unitario che, solo, può affrontare e respingere gli attacchi dei padroni contro i diritti conquistati dalle lotte dei lavoratori; può tornare a lottare e a far sentire la propria voce contro le crescenti minacce di una guerra di vaste proporzioni e in solidarietà con tutti i popoli che lottano contro lo sfruttamento e per la libertà dal capitalismo.
Per discutere di tutto questo, vi invitiamo a partecipare all’incontro che si svolgerà
sabato 19 settembre
dalle ore 9,30
in via Bellezza 16/a
(presso il circolo Arci)

Partito Comunista, federazione di Milano.

Comunicati, Lavoro

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